1-3 aprile a Bastia Umbra 48° Agriumbria

zoo3Saranno quasi 500 gli espositori presenti alla 48/a edizione di Agriumbria, in programma dal primo al 3 aprile all’Umbriafiere di Bastia Umbra. La rassegna proporrà anche circa 600 capi, di diverse razze di bovini, oltre a suini, ovini e migliaia di animali da cortile. La vetrina del comparto agricolo e zootecnico si conferma punto di riferimento del settore non solo a livello regionale ma è ormai un polo di attrazione di rilievo nazionale. Pur in un momento di crisi economica, la manifestazione ha fatto registrare, con largo anticipo, il tutto esaurito degli spazi espositivi.
Agriumbria proporrà il meglio dell’innovazione tecnologica per quanto riguarda la meccanizzazione agricola che, storicamente, segna un alta concentrazione di operazioni commerciali concluse.
La zootecnia sarà ancora una volta una delle protagoniste di questa edizione con mostre nazionali e interregionali, con rassegne e concorsi riservati a specie e razze che nel corso delle tre giornate fieristiche si confronteranno per confermare l’elevato livello genealogico del patrimonio zootecnico.
Nel corso della manifestazione ci saranno anche eventi tecnici e divulgativi che interesseranno l’intera filiera della zootecnia, dall’alimentazione fino alla ‘carne in tavola’, con l’obiettivo di riportare sul piano scientifico l’informazione condotta in forma massiccia dai mass-media sulla base di affermazioni non sempre supportate da una consolidata ricerca.
Agriumbria 2016, in collaborazione con Aia, con le Università e istituzioni pubbliche e private, intende proseguire nell’iniziativa di consolidare il ruolo del ‘Polo delle carni italiane’ promosso da Umbriafiere nel 2015 e che oggi, più che mai – è stato detto -, richiede un piano organico finalizzato alla tutela di quelle certificate non solo sul piano dei disciplinari di produzione, ma anche su quello salutistico che, indipendentemente dalla garanzia della etichettatura, ritorni a fidelizzare il consumatore facendo presente che la carne italiana è un alimento considerato basilare della dieta mediterranea.
La mostra interregionale della Frisona italiana e la presenza di altre razze da latte rappresenteranno poi l’opportunità per i tecnici e per gli allevatori di valutare non solo gli aspetti morfologici dei capi, ma anche di confrontarsi per individuare le linee tecnico-economiche da adottare negli allevamenti. La presenza del Consorzio di tutela Igp Vitellone bianco dell’Appennino centrale consentirà di riaffermare l’elevato livello degli standard qualitativi garantiti da razze come la Chianina, la Marchigiana e la Romagnola, i cui allevamenti vengono sistematicamente controllati per verificare che venga applicato quanto previsto dal disciplinare di produzione

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