10-13 marzo Fieragricola a Noci (BA) in una regione in cui domina la razza Bruna

Manca un mese al primo evento zootecnico itinerante di Fieragricola. Dal 10 al 13 marzo, infatti, la cittadina di Noci, nella Murgia pugliese, diventerà la capitale della zootecnia.
Fieragricola porta nel Sud una parte di Zoosystem, il segmento della più importante rassegna dell’agricoltura dedicato alla zootecnia. L’evento è stato organizzato in collaborazione con Anarb, l’Associazione nazionale degli allevatori di razza Bruna, partner impegnato in prima fila per la realizzazione a Noci (Bari) della 43ª Mostra nazionale della razza Bruna e 6° confronto per il Bruna junior club. Nel corso del lungo weekend che vedrà sfilare sul ring i migliori animali della Brown, si terrà il convegno «La Bruna e le sfide del futuro».
Per la prima volta in assoluto una mostra nazionale di bovine da latte si svolge nel Sud Italia. E, per quanto riguarda la Bruna, non è un caso. Lo spiega il direttore di Anarb, Enrico Santus: «In uno scenario nazionale che registra ormai da anni una contrazione del numero di capi, ma allo stesso tempo vede una crescita costante dei parametri morfologici, produttivi e di funzionalità, il contesto della Puglia in particolare, ma più diffusamente di tutto il Centro-Sud Italia, non fa eccezione».
I numeri parlano da soli. Nel corso di questi anni di confronto sul Libro genealogico e di gare nazionali, il Sud ha conquistato negli anni il 21 per cento dei titoli di campionessa di categoria disponibili. Gli addetti ai lavori, poi, non possono dimenticare i successi di un esemplare come Dengorda, animale allevato dai fratelli Fusillo e che ha conquistato lo scettro alla mostra nazionale sia nel 2007 che nel 2008.
Un simile scatto in avanti per la zootecnia da latte del Sud che l’Anarb – seguita da Fieragricola – ha deciso di onorare, proprio con questa tappa del primo «Zoosystem tour» a Noci. «Per questi motivi – afferma il presidente di Anarb, Pietro Laterza – abbiamo scelto di intraprendere un percorso dedicato alla mostra nazionale della Bruna che fosse itinerante, ma che partisse dal Sud, oltre al fatto che le mostre zootecniche costituiscono un incredibile veicolo di comunicazione, fra i produttori, ma anche nei confronti della cittadinanza e dei consumatori. Tutto questo aiuta a far comprendere il ruolo dell’allevamento come presidio del territorio e tutela della tradizione».
La diffusione della Bruna al Centro-Sud risale agli anni ’50-’60, quando si diffonde la consapevolezza della resistenza della Bruna ai climi caldi. Una caratteristica, come informa Santus, «fino ad allora ritenuta estranea alla razza, che infatti veniva chiamata Bruna alpina». Altri vantaggi, poi, hanno contribuito al gradimento della Bruna, come la rusticità dell’animale e la robustezza degli arti, aspetti che assicuravano una maggiore facilità di spostamento su terreni duri e pietrosi.
Inoltre, il settore produttivo poteva ritrovare buone performance lattiere per quantità e ottime rese in termini di caseificazione. Dal 1999 al 2009 le produzioni hanno registrato un incremento interessante in termini di proteine (+41 chilogrammi, passando dal 3,40 per cento al 3,52 per cento) e di quantità: da 6.056 a 7.012 (+956 chilogrammi).
La Bruna è presente in tutte le regioni del Centro-Sud. Al primo posto, per capi controllati, si colloca la Puglia con 12.600 vacche iscritte a Libro genealogico, con un buon numero di animali concentrati nelle province di Bari e Taranto (nella Murgia). Seguono la Sicilia (6.500 capi), la Sardegna (1.900), l’Abruzzo (1.700) e il Molise (1.400), Basilicata e Calabria (1.100). In Campania, Toscana, Marche e Lazio complessivamente sono 1.950 i capi di Bruna allevati.

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