12 miliardi di euro il fatturato a consumo di Dop e Igp

I prodotti alimentari Dop e Igp sfiorano i 12 miliardi di fatturato al consumo, in crescita del 5,3% con un volume di quasi 1,3 milioni di tonnellate. L’Italia mantiene quindi la leadership mondiale del comparto con 248 prodotti iscritti nel registro Ue, su un totale di 1.137, di cui 154 Dop, 92 Igp e 2 Stg. Questi i numeri che emergono dal 10/o Rapporto Qualivita-Ismea 2012 che fotografa il sistema italiano delle produzioni agroalimentari di qualità certificata, presentato questa mattina al ministero, che interessa 84 mila aziende. La classifica delle performance economiche vede al primo posto il Parmigiano Reggiano Dop, seguito a pari merito dal Grana Padano Dop e dall’Aceto Balsamico di Modena Igp. Per quanto riguarda le produzioni sono aumentate quelle per aceti balsamici (+7%) e olio extravergine (7,6%), calano invece i formaggi (-1,7%), stabili ortofrutta, cereali e prodotti a base di carne. Ottime le performance dell’export che aumenta in volume, secondo il rapporto, del 34%. “Le denominazioni d’origine – ha commentato Arturo Semerari, presidente Ismea intervenuto alla presentazione del rapporto – oltre ad un’elevata propensione all’export, mostrano una dimensione economica ancora in crescita, nonostante le difficoltà del momento, che potrà essere ulteriormente rafforzata dall’approvazione in sede comunitaria delle misure di salvaguardia introdotte con il Pacchetto Qualità”. Secondo Mauro Rosati direttore generale della Fondazione Qualivita, “pur nella difficoltà del contesto socio-economico caratterizzato dal calo consolidato dei consumi alimentari, le denominazione fanno emergere le loro caratteristiche positive, con dati in aumento se confrontati ad altri settori, risultando essere i prodotti più idonei sia per il mercato estero che per i nuovi canali Ho.Re.Ca, trasmettendo al consumatore sicurezza e identità territoriale”. Guardando al futuro, secondo Alberto Mattiacci della Sapienza Università Roma “il comparto deve interrogarsi sulle strategie per sfruttare il proprio potenziale, visto che i numeri del 2012 confermano un trend di crescita che, al di là delle oscillazioni di periodo, appare stabile”. Per Stefano Berni, direttore del Consorzio di tutela del Grana Padano Dop e vice presidente di Aicig, infine, “la qualità dei nostri prodotti é un valore da difendere con una corale collaborazione tra le diverse realtà, ognuno nel rispetto delle proprie competenze”. (ANSA)

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