2010 a tinte fosche per le nocciole italiane

S’annuncia a tinte fosche la campagna di raccolta delle nocciola 2010 nella Tuscia, principale produttrice nazionale con circa 40mila tonnellate l’anno. Secondo Coldiretti Viterbo, il mercato italiano, anche quest’anno, sara’ invaso da 25 milioni di kg di nocciole turche. ”In pratica – spiega il direttore Gabriel Battistelli – una nocciola su tre usata in Italia e’ Turca”. Secondo quanto affermato dall’organizzazione durante un’audizione parlamentare, la concorrenza di Ankara, oltre ad essere sleale, mette a rischio la stessa sopravvivenza della nocciolicoltura nazionale. ”Il governo Turco – dice il presidente Leonardo Michelini – ha concesso un aiuto di stato di 700 euro per ogni ettaro di coltivazione. Una misura che copre quasi completamente il costo di produzione. Quindi, il prezzo delle nocciole d’oltre Bosforo, gia’ basso per il minor costo della manodopera, degli agro farmaci e dei macchinari, e’ destinato a ridursi ulteriormente”. In Italia, invece, la spesa di conduzione va dai 2.500 ai 3 mila euro l’ettaro. Ad avviso di Michelini, ”e’ indispensabile che la Commissione Europea vari un regime di sostegno analogo a quello turco, concedendo ai produttori 2.500-2.800 euro l’ettaro. Inoltre va attivato un osservatorio permanente sulle nocciole, per monitorare la situazione di mercato e il meccanismo di formazione dei prezzi al fine di evitare un ‘cartello’ tra operatori commerciali a danno dei produttori”. Ma l’invasione delle nocciole turche, sostiene Coldiretti Viterbo, oltre a mettere in ginocchio i produttori della Tuscia, potrebbe causare gravi danni all’ambientale e mettere a rischio la salute dei consumatori. ”L’attivita’ dei nostri produttori – dice il direttore Gabriel Battistelli – e’ quasi sempre localizzata in aree marginali, spesso montane e collinari, senza alternative colturali e a rischio di dissesto idro-geologico. Il loro abbandono potrebbe creare danni ambientali irreparabili. Sono nella Tuscia la superficie dedicata e’ di 18mila ettari”. Sul fronte della tutela della salute dei consumatori, Coldiretti ha invece avanzato due proposte: una sulla tracciabilita’ delle nocciole e l’altra sull’inasprimento delle regole e dei controlli sanitari. ”L’Unione Europea – spiega Battistelli – deve impedire l’aumento delle aflatossine, potenzialmente concerogene, nella frutta in guscio, i cui limiti sono stati recentemente raddoppiati dalla Commissione. Inoltre va resa obbligatoria l’indicazione della provenienza della nocciole utilizzate nei dolci. In Italia e in Europa – aggiunge – sono utilizzabile sempre meno prodotti fitosanitari per il trattamento dei noccioleti, rendendo piu’ difficile e oneroso il contrasto delle principali malattie. Tutto cio’ favorisce la concorrenza dei paesi terzi, che non hanno gli stessi vincoli e le cui esportazioni non sono adeguatamente controllate”.

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