2011 positivo per l’OP Cereali Emilia Romagna

Anno 2011 con numeri di assoluto rilievo per l’Organizzazione di Produttori (OP) Cereali Emilia Romagna, di S. Giorgio di Piano (BO)
L’assemblea dell’OP bolognese, che ha visto nel 2011 l’adesione a socio dei Consorzi Agrari di Piacenza e di Reggio Emilia – i quali si vanno ad aggiungere ai Consorzi Agrari di Bologna- Modena, di Forli-Cesena e Rimini ed alle Cooperative Padenna di Ravenna, Progeo di Masone (RE) e Terremerse di Bagnacavallo (RA)- ha approvato il bilancio d’esercizio 2011 confermandosi a tutti gli effetti l’azienda cerealicola più importante e rappresentativa d’Italia.
Nel corso dell’annata 2011 sono stati commercializzati complessivamente da parte dell’ OP poco meno di 574.000 tonnellate (+1,6% sul 2010) di frumento tenero, frumento duro, orzo, mais, sorgo, soia, girasole, risone e pisello per un valore di oltre 142.000.000 (+32,7%) di Euro ed il mercato di riferimento è stato principalmente quello nazionale .
La produzione ritirata dai soci è stata di 790.000 (+19,4%). Per le medesime produzioni 2011 regionali e nazionali rilevate dall’ISTAT, l’OP Cereali Emilia Romagna rappresenta il 29,8 % della produzione regionale (+4,8% sul 2010) e il 4,3% (+0,3% sul 2010) della produzione nazionale.
La campagna di commercializzazione è stata certamente migliore di quella trascorsa .
“In termini generali – dice Raimondo Ricci Bitti, Presidente dell’OP – per quanto riguarda i prezzi si può affermare che, nonostante l’aumento delle produzioni cerealicole, questi sono sempre stati abbastanza buoni, quasi sempre in tensione, ma hanno tenuto.”
Relativamente all’andamento generale del settore, le superfici investite in Italia dei cereali autunno vernini sono state inferiori all’anno precedente (i dati nazionali da fonte Agrit indicano -15% per il frumento tenero, e – 11,7% frumento duro). In Emilia Romagna (dati ISTAT) per il grano duro vi è stata una diminuzione di 18.500 ettari rispetto allo scorso anno.
La campagna di raccolta si può definire mediamente buona, se vista dal punto di vista qualitativo.
La particolarità di quest’annata è senza dubbio la forte disomogeneità delle produzioni dei cereali nei diversi areali produttivi, anche se la qualità della granella è risultata mediamente buona sia sotto il profilo sanitario sia sotto quello merceologico. A livello qualitativo, vanno segnalati gli elevatissimi pesi specifici raggiunti da alcune varietà di frumento tenero, che a seconda degli areali produttivi oscillano tra l’ 83 e l’84% con un tenore proteico attestato su valori medi tra il 13 e il 14%.
Per quanto riguarda le superfici investite a cereali primaverili, c’è stato un forte incremento sia per il mais e sia per il sorgo. I dati ISTAT hanno rilevato un incremento per il mais del 10% a livello nazionale e del 25% nell’Emilia Romagna, per il sorgo l’incremento è stato del 4% a livello nazionale e del 6% nella in regione emiliano- romagnola.
“Da sottolineare comunque ed ancora una volta l’instabilità e l’incertezza dei questi mercati, che vedono una sempre maggiore incidenza sui prezzi della quota speculativa.
La conseguente dinamica e volatilità delle quotazioni del mercato, – conclude Ricci Bitti – ormai inevitabilmente globalizzato, impone valutazioni immediate di carattere commerciale e normativo.”

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