2016 anno internazionale dei legumi, Fao rilancia consumo

ceciSono buoni, sani e nutrienti. Consumano poche risorse e fanno bene alle coltivazioni. Si conservano a lungo con facilità. Possono essere cucinati con centinaia di ricette da tutto il mondo. Eppure, il loro consumo va calando, nonostante siano in voga sulle tavole vegan e quali ‘superfood’. Sono i legumi, un alimento sulle tavole degli uomini da almeno 10.000 anni. Per promuoverne il consumo, l’Onu ha dichiarato il 2016 Anno Internazionale dei legumi. All’agenzia delle Nazioni Unite per l’agroalimentare, la Fao (che ha sede a Roma), è stato affidato il compito di organizzare iniziative con i governi, per far conoscere meglio questi umili e preziosi vegetali. Per legumi si intendono i semi secchi nei baccelli, usati come cibo o mangime: fagioli, piselli, lenticchie, ceci e affini. Non rientrano nella categoria fagioli e piselli freschi, oppure semi coltivati per l’olio (come la soia) o per la semina. I legumi sono ricchi di proteine: dal 20 al 25% del loro peso, contro il 10% del grano e il 30-40% della carne. Sono una buona alternativa alle carni, e per produrli si consumano meno risorse naturali. Un chilo di lenticchie richiede 50 litri di acqua; un chilo di carne di pollo ne richiede 4.325, uno di manzo 13.000. E le proteine dei legumi costano un quinto di quelle del latte. Questi vegetali hanno pochi grassi, niente colesterolo e niente glutine (quindi vanno bene anche per i celiaci) e sono ricchi di fibre e aminoacidi. Sono fondamentali in una dieta sana, per combattere obesità, diabete, malattie coronariche e tumori. Inoltre contengono sostanze indispensabili per l’organismo come calcio, magnesio, potassio e zinco. Ma i legumi non fanno bene solo agli uomini. Sono ottimi mangimi per gli animali e rendono più fertili i terreni dove vengono coltivati, arricchendoli di azoto. Essendo secchi, possono essere conservati a lungo con pochissima spesa: quindi costano poco e la percentuale di prodotto che si deteriora e va sprecato è bassa. Insomma, i legumi sono un vero tesoro per l’uomo e per l’ambiente. Eppure, secondo i dati Fao, il loro consumo va diminuendo. Negli ultimi dieci anni, la produzione mondiale è salita del 20%, ma il consumo complessivo di legumi è andato lentamente e costantemente calando. Il principale produttore al mondo è l’India, seguita da Canada, Myanmar, Cina e Nigeria. La produzione non tiene il passo dell’incremento demografico e le popolazioni di tutto il mondo tendono a sostituirli con la carne. Nei Paesi in via di sviluppo i legumi rappresentano il 75% della dieta, in quelli industrializzati solo il 25%. Il senso dell’Anno internazionale dei legumi è proprio questo: aumentare la consapevolezza del valore di questo alimento e promuovere quindi il suo consumo. La Fao ha raccolto sul suo sito ben 850 ricette da tutto il mondo con i legumi: dal Githeri del Kenya alle Tamalitos a la Inflacion del Costa Rica, dal Bhuna Kichuri del Bangladesh al Dal indiano, dall’Eretensoep olandese al Chourbat al-bourghol algerino.(di Stefano Secondino – ANSA)

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