2050: emissioni triplicate dai campi

L’agricoltura rappresenterà, nel 2050, un terzo delle emissioni totali dell’Ue, una quota tre volte superiore a quella attuale. Il dato è contenuto nel Rapporto sullo Stato dell’Agricoltura 2011 dell’Inea, Istituto nazionale di economia agraria, che evidenzia come la crescita è determinata soprattutto dalla diminuzione del peso di altri settori. L’agricoltura, comunque, dovrà giocare il suo ruolo in vista del raggiungimento dell’obiettivo della riduzione delle emissioni comunitarie dell’80-95% entro il 2050, rispetto ai livelli del 1990.La Commissione europea, per rispondere agli impegni assunti a livello internazionale, ha predisposto la Comunicazione “Una tabella di marcia per il passaggio a un’economia competitiva a basse emissioni di carbonio nel 2050”. Secondo il documento di lavoro, il contributo del settore agricolo al raggiungimento dell’obiettivo comunitario, dovrebbe essere di un calo del 42-49% delle proprie emissioni, ricorrendo a misure quali: incrementi sostenibili dell’efficienza, recupero di biogas, uso razionale dei fertilizzanti, utilizzo di foraggi di migliore qualità, diversificazione e commercializzazione della produzione a livello locale, maggiore produttività del bestiame, ottimizzazione dei benefici dell’agricoltura estensiva e stoccaggio di carbonio nei suoli e nelle foreste.
Tuttavia l’agricoltura (insieme ai trasporti) resta un settore in cui il processo di decarbonizzazione non verrà totalmente realizzato a lungo termine: le proiezioni delle riduzioni contenute nel Rapporto sullo Stato dell’Agricoltura appaiono consistenti fino al 2030 (circa il -37%), ma molto più limitate negli anni successivi. In Italia le emissioni di gas serra dell’agricoltura hanno già mostrato un trend negativo (-15%) negli anni di inventario ai fini del Protocollo di Kyoto (1990-2009), tuttavia l’agricoltura e la silvicoltura possono raggiungere ulteriori obiettivi di mitigazione nei prossimi decenni, “a condizione – si legge nel Rapporto – che vengano fissati opportuni incentivi”. (AdnKronos)

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