30 nuove dop e igp in due anni, e adesso si aspetta il peperone di Pontecorvo

“La pubblicazione europea della domanda di registrazione del Peperone di Pontecorvo è l’ulteriore conferma di quanto sia apprezzato il patrimonio agroalimentare del nostro Paese. Una ricchezza capace di coniugare le sapienze dei produttori con la predisposizione naturale e fertile del territorio italiano”.
Con queste parole Luca Zaia, nelle vesti di Ministro delle Politiche agricole che abbandonera’ per governare la regione Veneto , ha commentato la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’Unione Europea del 27 marzo 2010, serie C 78, della domanda di riconoscimento come DOP della denominazione “Peperone di Pontecorvo”. La normativa comunitaria vigente prevede che debbano trascorrere sei mesi, termine entro il quale gli altri Stati membri possono presentare obiezioni, prima dell’iscrizione ufficiale della denominazione nel registro europeo delle Dop e Igp. Il “Peperone di Pontecorvo”, che appartiene all’ecotipo locale “Capsium annum”, presenta un’elevata sapidità e una migliore digeribilità, associata alla buccia sottile che, al termine della masticazione, resta in bocca in quantità molto inferiore rispetto a quella di altri prodotti dello stesso genere.
Queste particolari caratteristiche sono strettamente legate alle condizioni pedo-climatiche ed umane dell’area di produzione, che ricade nella provincia di Frosinone. I terreni sui quali viene coltivato il «Peperone di Pontecorvo» sono molto fertili, particolarmente ricchi di elementi nutritivi e permettono, in combinazione con le caratteristiche di piovosità della zona geografica, la coltivazione di un prodotto con una elevata sapidità. Ai fattori naturali si associa il contributo offerto dal lavoro degli operatori del luogo che hanno saputo selezionare di anno in anno le migliori bacche locali, producendo giovani piantine in semenzai accuratamente preparati e scegliendo per queste le cure colturali più adatte così da valorizzare le qualità proprie dell’ecotipo.
Negli ultimi due anni , e’ stato ottenuto il riconoscimento di ben 30 nuove Dop e Igp. Un risultato che ha consolidato il ruolo dell’Italia di leader per numero di prodotti riconosciuti in Ue, orgoglio di una agricoltura che non ha pari nel mondo. Tra maggio 2008 e aprile 2010, da 172 prodotti registrati l’Italia è balzata a 202 prodotti iscritti nel registro comunitario, consolidando il primato europeo. Nel biennio precedente, tra maggio 2006 e aprile 2008 le registrazioni ottenute dall’Italia erano state 13.
Ora si tratta di trasformare questi risultati in opportunità di sviluppo per le filiere e per i territori legati ai prodotti di qualità.Entro l’estate arriveranno altri importanti riconoscimenti tra cui il ‘formaggio Piave’, il ‘Prosciutto di Sauris’, il formaggio ‘Canestrato di Moliterno’, l’’Aglio di Voghiera’, e la ‘Ricotta di Bufala Campana’.

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