300mila firme per pizza patrimonio Unesco. Ma 4 pizzaioli su 10 sono stranieri

pizza2E’ stato raggiunto il traguardo delle 300 mila firme per la petizione a sostegno della candidatura dell’arte dei pizzaiuoli napoletani nella lista del Patrimonio culturale immateriale dell’Umanità. Il risultato della raccolta è stato ufficializzato ieri in una conferenza stampa alla Camera, nel corso della quale è stato anche presentato l’Appello al Direttivo della Commissione Nazionale Italiana per l’Unesco che oggi si riunisce a Roma.
”Il grande consenso popolare ottenuto dalla petizione è un evento che non ha precedenti nella storia delle candidature Unesco ed è che uno dei requisiti che l’Unesco richiede per la candidatura a Patrimonio dell’Umanità – ha detto Alfonso Pecoraro Scanio, presidente della Fondazione UniVerde – abbiamo sei mesi di tempo per convincere i 150 Paesi stranieri che parteciperanno a Expo a votare a favore dell’arte dei pizzaioli. Un’occasione importante per l’Italia e per l’artigianato tradizionale del nostro Paese”.
Soddisfatto il presidente della Coldiretti, Roberto Moncalvo, ”speriamo che nell’anno di Expo sia riconosciuto il grande valore culturale dell’arte dei pizzaioli in un momento storico per il nostro Paese che si prepara ad essere protagonista di un dialogo mondiale sul tema del cibo nel corso dei sei mesi di Expo”.

L’arte di fare la pizza è però sempre di più affidata a mani straniere.
Piu’ di quattro pizzaioli su dieci, in Italia, sono stranieri e nel settore sono vacanti ben seimila posti.
A ricordarlo è Coldiretti precisando che – secondo i dati dell’Accademia Pizzaioli – sono almeno 100 mila i lavoratori fissi nel settore ai quali se ne aggiungono altri 50 mila nel fine settimana. Di questi, 65 mila sono italiani, mentre tra gli stranieri a prevalere – precisa la Coldiretti – sono i circa 20 mila egiziani e gli oltre 10 mila marocchini.
Un contributo importante per mantenere viva la tradizione della pizza in Italia che evidenzia però anche la necessità – continua la Coldiretti – di non disperderla e tutelarla con l’inserimento nella “Lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità” anche perchè quello della pizza è un comparto che, solo in Italia, ha raggiunto i 10 miliardi di euro, con circa 63mila tra pizzerie e locali per l’asporto, taglio e trasporto a domicilio. Ogni giorno si sfornano circa 5 milioni di pizze per un totale di un miliardo e mezzo all’anno anche se – conclude la Coldiretti – i maggiori “mangiatori” sono diventati gli Stati Uniti che fanno registrare il record mondiale dei consumi con una media di 13 chili per persona all’anno, quasi il doppio di quella degli italiani che si collocano al secondo posto con una media di 7,6 chili a testa.

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