500 mila vacanzieri prendono il largo con i pescatori


Una irripetibile esperienza di viaggio insieme ambientale, culturale e gastronomica. Una attività ricreativa, di grande seduzione, per un modo nuovo di fare vacanza al mare: non solo ombrellone, sole, spiaggia e gelati, ma anche un tuffo nelle tradizioni e nella cultura marinara a costi contenuti. E non finiscono qui, per Lega Pesca, le ottime ragioni per vivere un giorno da pescatori, imbarcandosi sulla flotta di circa 700 pescherecci che praticano il pescaturismo: l’escursione che, tempo permettendo, può essere effettuata in tutti i giorni dell’anno, compresi i festivi, e anche di notte, fino a un massimo di 12 persone a bordo, consente di ammirare e scoprire angoli remoti, non facilmente accessibili se non si possiede una barca, e di gustare a bordo il bottino della pesca, cucinato nelle ricette tradizionali della cucina locale. Queste le indicazioni che emergono da una analisi condotta dal Centro Studi Lega Pesca tra quanti, turisti e vacanzieri nelle località di mare, si stima saranno 500 mila a fine stagione, per un giro d’affari complessivo di circa 35 milioni di euro, hanno provato quest’anno l’emozione di una giornata di pescaturismo, affidandosi all’esperienza e ai saperi dei pescatori per prendere il largo e vivere finalmente il mare da protagonisti. L’87% di quanti hanno già provato il pescaturismo si dichiara pronta a ripetere questa esperienza, premiata soprattutto come scelta di turismo responsabile low cost (dal 45 % dei turisti) e come inedita occasione di educazione al gusto di specie ittiche altrimenti sconosciute (36%). Il pescaturismo coinvolge soprattutto il ‘segmento giovane’ dell’imprenditoria ittica: il 52% degli addetti ha meno di 35 anni, le donne sono in percentuale più alta della media nazionale e la scolarizzazione è di più alto livello. Risultano anche più sensibili ai temi ambientali, tanto da essere individuate come vere ‘guide blu’, e invocano una maggiore semplificazione di procedure burocratiche che oggi rischiano di ostacolare la possibilità di soddisfare una domanda in forte crescita. La chiave del successo del pescaturismo sta anche nell’estrema varietà dell’offerta: dal mare alle lagune, ai laghi ai fiumi, ce n’é per tutti i gusti, anche se non certo per gli amanti delle 5 stelle, e, soprattutto, per tutte le tasche. Si va dalla semplice battuta di pesca, effettuate con i più diversi sistemi (piccola pesca, lampare notturne, lenze), al pasto a bordo compreso, con la possibilità di immersioni per gli amanti dei fondali, fino ai servizi di ristorazione e pernottamento nelle case dei borghi marinari dove è decollato l’ittiturismo. Attività dai molti risvolti, il pescaturismo è insieme una attività economica, che consente di integrare il reddito dei pescatori; una attività ambientale, che riduce lo sforzo di pesca, salvaguarda e valorizza l’ambiente marino; infine, un’attività culturale, che porta alla scoperta di un antico mestiere che rischia di scomparire, almeno così come lo conosciamo oggi,e come l’ha descritto Ernest Hemingway attraverso la figura del pescatore Santiago nel famoso ‘Il vecchio e il mare’. Integra l’offerta a terra l’ittiturismo, che consente di alloggiare nei tradizionali borghi pescherecci, dove si possono trovare tutti i confort di servizi di ristorazione e pernottamento. Sconsigliato a chi non scende mai sotto le 5 stelle. Iper consigliato a chi ama la tranquillità, il calore della gente semplice, a quanto vogliono scoprire il mondo ancora sconosciuto e straordinario della pesca e dei pescatori. (ANSA).

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