8 marzo: i consigli per un’alimentazione al femminile

pasta italiana
La festa della donne dell’8 marzo, come occasione per riprendere in mano la propria salute e trovare il tempo per un approccio più consapevole al cibo. E’ quanto suggerisce Stefania Ruggeri, nutrizionista del Crea (Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria) e autrice del libro “La Nuova dieta mediterranea” in collaborazione con chef Rubio, nonché autrice degli “F menu”, proposte per una ristorazione tarata per la clientela femminile ideate con la chef Cristina Bowermann. “Sia in età fertile che in gravidanza fino a dopo la menopausa esiste – afferma la nutrizionista del Crea – un regime alimentare di genere. Non serve l’uso degli integratori ma occorre che la propria dieta includa cinque nutrienti fondamentali per la salute delle donne: i folati; gli omega 3; lo iodio; la Vitamina C; e la fibra per mantenerci in forma”. Questi gli alimenti di stagione in cui sono presenti i folati che sono vitamine del gruppo B: verdure a foglia larga (bieta, spinaci), nei carciofi, negli asparagi, nei legumi, nei cereali integrali e in alcuni frutti come arance, kiwi. Un’adeguata assunzione di queste vitamine riduce, sottolinea Ruggeri, del 50-70% il rischio di gravi malformazioni congenite nel bambino come la spina bifida, le labiopalatoschisi (il labbro leporino) e alcune cardiopatie. Studi recenti hanno dimostrato che un’adeguata assunzione di folati riduce anche il rischio di nascite premature. Gli acidi grassi omega 3 sono importanti per la prevenzione di malattie come le malattie cardiovascolari. Inoltre, recenti ricerche dimostrano che un’assunzione adeguata nella donna di un acido grasso DHA, che si trova nel pesce durante i primi mesi della gravidanza è fondamentale per un corretto sviluppo del sistema nervoso del feto. La quota necessaria di DHA può essere coperta con il consumo di 200-300 grammo di pesce a settimana, che corrisponde a circa 2 porzioni. Sul sale poi, conclude la nutrizionista Ruggeri, occhio alla qualità e alla quantità. Le porzioni suggerite per una donna, all’interno di un regime alimentare normocalorico, equivalgono a 3 cucchiai: circa 30g al giorno. L’eccessiva assunzione di sale, ricorda infine, è uno dei principali fattori di rischio di malattie cardiovascolari. Perciò, meno sale e iodato è stata la filosofia per realizzare gli “F menu”.

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