A Bagnacavallo (Ra) il nuovo stabilimento Agrintesa

Una capacità di lavorazione totale di 40.000 tonnellate, una potenzialità di stoccaggio pari a 17.000 tonnellate, una superficie complessiva di quasi 55.000 metri quadrati, di cui ben 33.700 coperti, con 12.500 metri quadrati di celle per la conservazione di prodotti ortofrutticoli in atmosfera controllata, una sala di oltre 10.000 metri quadrati dotata delle più moderne ed efficienti linee per la lavorazione ed il confezionamento. È questa, in sintesi, la “carta d’identità” del nuovo stabilimento realizzato a Bagnacavallo (Ra), con un investimento di quasi 24 milioni di euro, dalla cooperativa faentina Agrintesa, aderente a Confcooperative e ad Apo Conerpo e realtà di punta dell’ortofrutticoltura e della vitivinicoltura italiana.
Nata nel 2007 dalla fusione di alcune importanti cooperative emiliano-romagnole, quali Intesa, Agrifrut Romagna ed Emiliafrutta, Agrintesa conta oggi più di 5.000 soci, una produzione di 400.000 tonnellate (250.000 di ortofrutta e 150.000 di uva da vino) e sviluppa un giro d’affari complessivo di circa 250 milioni di euro.
“Studiata nei minimi particolari per coniugare innovazione, efficienza tecnologica e logistica, risparmio energetico (grazie all’impianto fotovoltaico realizzato sul tetto), – ha sottolineato in occasione dell’inaugurazione il presidente di Agrintesa, Raffaele Drei – la nuova struttura di Bagnacavallo è il frutto dell’accorpamento di tre stabilimenti produttivi: Sant’Agata e Godo di Russi e Mordano. Al suo interno si concentrerà in particolare la lavorazione delle pere dell’area romagnola nonché delle mele, pesche, nettarine e susine con impianti modernissimi in grado di garantire gli standard qualitativi più elevati e soddisfare le richieste della clientela più esigente, italiana ed estera”.
“La realizzazione di questo stabilimento – ha proseguito Drei – rappresenta una sfida importante e impegnativa, in particolare nell’attuale congiuntura negativa, portata avanti con coraggio e determinazione dalla nostra cooperativa. Tutto ciò con l’obiettivo di aumentare sempre più il livello di competitività e difendere il reddito dei produttori e al tempo stesso offrire un’importante occasione di sviluppo e crescita dell’occupazione all’entroterra romagnolo, area particolarmente vocata all’ortofrutticoltura”.
Anche in questo momento di difficoltà, infatti, Agrintesa non ha voluto abdicare al suo importante ruolo di ‘guardiano’ del territorio e di tutela dei settori ortofrutticolo e vitivinicolo dell’Emilia Romagna”. “I nostri soci – ha concluso il presidente della cooperativa – costituiscono un tessuto vivo ed una importante risorsa e meritano quindi il nostro massimo impegno per poter valorizzare adeguatamente il loro lavoro quotidiano e garantire una equa remuneratività”.
“Il magazzino di Bagnacavallo – ha dichiarato il direttore della cooperativa, Gianni Amidei – rappresenta il fiore all’occhiello del piano industriale di Agrintesa basato su una riorganizzazione complessiva che negli ultimi anni ha interessato tutta la cooperativa. Un progetto che, nel contesto di crescente competitività in cui opera anche il settore ortofrutticolo, intende raggiungere importanti obiettivi quali la maggiore specializzazione, l’ulteriore razionalizzazione dei costi, la crescente flessibilità, la modernizzazione e la sicurezza dei processi”. “Il nuovo stabilimento – ha aggiunto Amidei – si propone di offrire una risposta moderna ed efficace in una fase fondamentale della filiera, vale a dire quella che collega il lavoro dei soci al mercato”.
“Grazie alla sempre maggiore concentrazione della lavorazione ed al sistema di logistica integrata in grado di migliorare l’efficienza e ridurre i costi – ha concluso Amidei – Agrintesa si conferma un partner strategico della Grande Distribuzione Organizzata italiana ed estera alla quale può offrire una gamma completa composta dalle migliori produzioni tipiche dell’Emilia Romagna, dall’alta qualità al biologico fino alla frutta IGP”.
Giudizio decisamente positivo sullo stabilimento di Bagnacavallo è stato espresso anche da Maurizio Gardini, presidente di Fedagri/Confcooperative, il quale ha sottolineato come “questo progetto offra un segnale di speranza soprattutto per i giovani, che devono guardare avanti con rinnovata fiducia”. “L’attuale scenario economico – ha proseguito Gardini – è senza dubbio preoccupante, ma di fronte a queste difficoltà non possiamo arrestarci in quanto abbiamo la responsabilità e l’obbligo morale di consegnare alle generazioni cooperative future strutture sempre più efficienti e remunerative”. “In quest’ottica – ha concluso il presidente di Fedagri – la realizzazione del nuovo impianto di Bagnacavallo, decisamente avveniristico grazie all’utilizzo delle più moderne tecnologie, offre un importante segnale di fiducia e coesione del mondo agricolo cooperativo”.

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