A Bologna arriva il tutor del pesce: l’iniziativa di Coldiretti Impresa Pesca

PESCE COLDIRETTI
Aiutare il consumatore a riconoscere il pesce che acquista per un consumo consapevole. È questo l’obiettivo del tutor pesce di Coldiretti Impresapesca che sarà presente nel settore pescheria del Carrefour di Casalecchio di Reno (Bologna), in via Via Marilyn Monroe 2, venerdì 15 e sabato 16 luglio, dalle 11.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00.
Due pesci su tre consumati in Emilia Romagna – ricorda Coldiretti Impresapesca Emilia Romagna – vengono dall’estero e non sempre il consumatore lo sa, con il rischio che si ritrovi nel piatto come made in Italy pesce di importazione, anche perché al ristorante non è obbligatorio indicare la provenienza. Dal pangasio del Mekong, venduto come cernia, al filetto di brosme spacciato per baccalà, fino all’halibut o la lenguata senegalese commercializzati come sogliola, la frode è in agguato sui banchi di vendita. Tra i trucchi nel piatto più diffusi in Italia ci sono anche – continua Coldiretti Impresapesca – il polpo del Vietnam spacciato per nostrano, lo squalo smeriglio venduto come pesce spada, il pesce ghiaccio al posto del bianchetto, il pagro invece del dentice rosa o le vongole turche e i gamberetti targati Cina, Argentina o Vietnam, dove peraltro è permesso un trattamento con antibiotici che in Europa sono vietatissime in quanto pericolosi per la salute.
Con il Tutor del pesce, Coldiretti Impresa Pesca, si prefigge di fornire ai consumatori le indicazioni per riconoscere la trasparenza dell’informazione in modo da garantire pesce fresco made in Italy dal mare alla tavola. In particolare per effettuare acquisti di qualità al giusto prezzo il consiglio di Coldiretti Impresapesca è, laddove possibile, di acquistare direttamente dal pescatore o, se da un’attività commerciale, di verificare sul bancone l’etichetta, che per legge deve prevedere l’area di pesca (GSA). Le provenienze da preferire sono quelle dalle Gsa 9 (Mar Ligure e Tirreno), 10 (Tirreno centro meridionale), 11 (mari di Sardegna), 16 (coste meridionali della Sicilia), 17 (Adriatico settentrionale), 18 (Adriatico meridionale), 19 (Jonio occidentale), oltre che dalle attigue 7 (Golfo del Leon), 8 (Corsica) e 15 (Malta). Nelle etichette sarà indicata, inoltre, la tecnica di pesca (rete, nasse, strascico, lampara, ecc.) e, su base volontaria, la provenienza esatta di pesci, molluschi e crostacei. Per quanto riguarda le informazioni sul pesce congelato, c’è l’obbligo di indicare la data di congelamento. Nel caso di prodotti ittici congelati prima della vendita e successivamente venduti decongelati, la denominazione dell’alimento è accompagnata dalla designazione “decongelato”.
In Emilia Romagna – informa Coldiretti Impresapesca regionale – c’è una flotta di pescherecci di 627 barche che nel 2015 hanno pescato 9.500 tonnellate di pesce, con un aumento negli ultimi dieci anni del 7,3 per cento per un valore all’origine di 28,5 milioni di euro (+9,9% dal 2005). La tipologia più pescata è stata pesce azzurro con 4.500 tonnellate, mentre nel settore dell’allevamento vongole e cozze si sono attestate sulle 19.500 tonnellate. Nel settore ittico a fine 2015 nella nostra regione operavano 2.571 imprese tra pesca, acquacoltura, lavorazione e commercio con oltre 5.000 occupati.

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