A Con i piedi per terra: ciaspole, tradizioni e crescente bolognese

Agri 958_20130316_Tranche 02-3Nella nuova puntata di “Con i piedi per terra” si parte con le ciaspole ai piedi, tra neve, natura e montagna in un percorso sull’antica via Randelli. Si ridiscende, e sempre nel modenese, incontriamo una tenuta agricola molto particolare, l’Agriturismo Grimandi, a Piumazzo, tra Bologna e Modena.
Il podere è denominato “Casino San Marco” e deve il suo nome alla Corte di San Marco, di cui si hanno le prime notizie nell’anno 906 quando era possedimento del Monastero femminile di Santa Giulia di Brescia. In seguito il castello, che era una rocca signorile cinta di mura, divenne dimora dei Signori di San Marco, vassalli della Contessa Matilde di Canossa. Nell’Italia dei Comuni il castello di San Marco ebbe alterne vicende con splendori e periodi bui.Un nuovo capitolo si apre nel seicento con la nascita, in località San Marco, dell’Ospitale degli Esposti, opera assistenziale che si occupava della cura degli orfani: l’Istituto dei Bastardini. Ancora oggi l’edificio è conosciuto con questo nome, come pure la strada che ha mantenuto il nome di Via Bastarda. Lo stemma della casa, ora marchio dell’agriturismo, raffigura infatti due bambini in fasce sormontati da una croce e da un volto di fanciullo. L’edificio, diventato villa padronale, in quanto fulcro amministrativo e logistico per la gestione di tutti i lasciti appartenenti all’Opera Pia, fu ingrandito e venne creata una caratteristica corte a U con le case coloniche, le stalle e i granai, e abbellito con affreschi ai soffitti.
E’ storia del primo novecento, invece, il passaggio dell’Ospitale dall’Ente religioso a quello pubblico, e l’arrivo della famiglia Grimandi come coltivatrice del fondo nel 1935.
Ed è proprio nel museo contadino raccolto dal nonno, che esperti di tradizione rurale ci raccontano tutti i proverbi e le superstizioni del mese di marzo e spiegano anche perche’ la Pasqua ora arriva alta ora, come quest’anno, bassa…
Andremo poi nella sede dell’Associazione Panificatori di Bologna per preparare insieme la vera crescente bolognese secondo l’antica ricetta depositata presso la Camera di Commercio di Bologna. Passo conslusivo di un iter che ha portato alla formale codificazione della ricetta di questa fragrante delizia amata ed apprezzata dai bolognesi e non solo. Continua così una tradizione che dal 1972 ad oggi ha portato l’Accademia Italiana della Cucina, istituzione culturale della Repubblica Italiana, a depositare a palazzo della Mercanzia una trentina ricette che raccontano e codificano i piatti cardine della gastronomia bolognese: dal ragù, ai tortellini, dalle tagliatelle alle lasagne, dal certosino alla torta di riso, e tanti altri.

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