A Con i Piedi per Terra la tradizione del Vin Santo, biodiversità, meteorologia e il lunario

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Nella nuova puntata di Con i piedi per terra vi racconteremo la tradizione di fare il vin santo, tradizione di un tempo che però molte aziende agricole portano avanti in diverse zone d’Italia.
Vin Santo, un nome famoso nell’enologia italiana, un prodotto che ha radici e origini lontane, da sempre creato con tecniche empiriche tramandate oralmente da padre a figlio, come una preziosa eredità. Il Vin Santo è un antico vino a colore ambrato più o meno carico, che per le sue particolari caratteristiche organolettiche diverse da quelle dei vini bianchi generalmente adatti ad antipasti, carni bianche e da pesce, viene invece consumato come dessert quando ha caratteristiche dolci e, potrebbe persino essere impiegato come aperitivo quando si presenta secco. Nell’enologia toscana occupa un posto importante e di grande prestigio sin dal Medio Evo. Il Vin Santo, enologicamente parlando, appartiene alla classificazione dei vini appassiti, come si dice volgarmente in Alta Italia, o vini di ” paglia” come si usa dire in altre regioni perché le uve con cui si producono, oltre che sulle stuoie o appese alle “penzane” possono essere tenute ad appassire sulla paglia.
Il Vin Santo si produce con uve che variano con il variare della località, tanto che in alcuni libri di enologia si afferma che l’uva che riesce a far del Vin Santo in un luogo, è difficile che lo sia ugualmente in un altro. Nell’area tra Romagna e Toscana l’uva più usata è il Trebbiano, meglio vanno quelle ad acini radi (grappoli spargoli) ed a buccia spessa, perché possono avvizzire in fase di appassimento, senza marcire. Non basta: anche il terreno, l’esposizione, il sistema di allevamento incidono sui caratteri di serbevolezza. Non si possono preparare buoni vini santi se le uve non sono buone e mature.
Ma si narra che il primo vin santo fu rosso..ma poi l’arte resta la stessa, dall’uso della madre ai caratelli
Poi parleremo di Biodiversità, sette progetti per salvaguardare le varietà e le razze autoctone a rischio di estinzione in Emilia Romagna, dal frutteto presso il Museo della Civiltà Contadina di San Marino di Bentivoglio (Bologna) dedicato esclusivamente alla produzione di 156 antiche varietà frutticole; alla salvaguardia dei vitigni “Lambruscone” e “Festasio” in provincia di Modena, al censimento e successiva coltivazione di antiche varietà locali come la “zucca berrettina” in provincia di Piacenza, ma anche le linee guida del piano nazionale. Dall’inizio del XX° secolo a oggi si calcola che in tutto il mondo sia scomparso oltre il 70% della diversità genetica delle principali colture agrarie, non più rispondenti alle esigenze della moderna agricoltura intensiva. E lo stesso è accaduto per molte razze animali.
Ma si parlerà anche di clima, con l’incontro tra i meteorologi più famosi d’Italia: cercando di capire a cosa servono le previsioni del tempo, perché è scoppiata la moda dei siti meteo, ma anche sperando di carprire qualche previsione per l’inizio del 2013..
Infine, se il vin santo si abbina ai cibi della tradizione, c’è l’innovazione dolce che bussa alle porte con le tecniche colorate di alta pasticceria , ovvero il Cake design, ne parleremo con il famosissimo chef Luca Monersino
Infine Lune e Cieli, il lunario in cui Andrea Malossini ci racconterà in questa occasione tutte le superstizioni per garantirsi fortuna e felicità nell’anno nuovo…

La nuova puntata di Con i Piedi per Terra andrà in onda sabato 29 dicembre alle ore 12.30 su Telesanterno (canale 18 del digitale terrestre dell’Emilia-Romagna), in replica domenica 30 dicembre alle ore 7.30 e martedì 1 gennaio alle ore 21.
Diffusione nazionale sul circuito di Odeon Tv lunedì 7 gennaio alle ore 20.30 in contemporanea visibile sul satellite Sky al canale 914

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