A Con i piedi per terra un viaggio nel mondo del riso tra Lombardia e Piemonte

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L’Italia è il primo produttore di riso d’Europa. Lomellina prima area vocata alla produzione di questo splendido prodotto. Qui e’ ambientata la puntata di questa settimana di Con i piedi per terra, un giro che parte dalla storia, dal ciclo delle acque, ai grandi manufatti come il Canale Cavour, dalle mondine alle mietitrebbia, dalle pilerie settecentesche alle moderne riserie. Questa e’ l’epoca di inizio taglio, momento per fare previsioni in una campagna difficile, dove i prezzi sono bassi per la concorrenza dall’estero. Ma l’importanza del seme giusto, e di possibili accordi di filiera, puo’ dare ancora margine ad aziende che sul riso hanno investito anche tecnlogicamente per una sicurezza e qualita’ tutta italiana. E tra Vercelli, Novara e Pavia, il finale a tavola e’ a Mortasa, capitale del riso ma anche dell’oca, con oltre 24 Deco, certificazioni comunali di tipicita’. E insieme cucineremo inediti risotti con nuove varieta’ che potranno rappresentare il futuro della risicoltura nazionale.

LOMELLINA. Terra di confine tra Piemonte e Lombardia, prende il nome da Lomello, ancor prima Laumellum, già importante “mansio” punto di sosta verso le Gallie in epoca romana, e al tempo dei Longobardi addirittura sede di un palazzo di corte. Nobili origini per una terra che ha fatto della fatica e del lavoro il suo marchio distintivo. Perche’ il territorio della Lomellina , delimitato dai fiumi Po, Ticino e Sesia , e chiuso a Nord dal confine tra la provincia di Pavia e quella di Novara, un tempo era coperta esclusivamente da acquitrini e boscaglie. Oggi si presenta come una vasta area solcata da canali, rogge, cavi e colatori, che formano una complessa rete di corsi d’acqua, sapientemente utilizzati per l’irrigazione dei campi e il drenaggio delle acque eccedenti. Il tutto a beneficio del riso e del granturco, le due coltivazioni di gran lunga dominanti.
Un tempo era il granaio del ducato di Milano, poi con i Visconti e gli Sforza la “fructifera Laumellina” venne trasformata, grazie alla costruzione dei tanti castelli, in luogo di difesa strategica, ma anche di “delizioso soggiorno” della corte ducale, fino a divenire la risaia d’Italia.
Questa terra pavese di risorgive è stata per secoli un’impraticabile palude che le comunità dei monaci nel medioevo, la colonizzazione feudale nel Duecento e le grandi riforme agronomiche introdotte dagli Sforza – che sperimentarono e introdussero la coltivazione del riso – hanno gradatamente trasformato in un mosaico di ricchissimi campi, costellati di cascine a corte chiusa, tipici insediamenti agricoli della pianura padana, oltre che musei, pievi, mulini, persino castelli nascosti nei borghi, tanto che si dice: Lomellina, coltura del riso e cultura dei musei. Anzi, Se volessimo darne un ritratto sintetico potremmo dire riso, granoturco e salumi d’oca.
Le prime notizie sulla coltivazione del riso in Lomellina risalgono alla fine del Quattrocento, quando fu sperimentata nelle fattorie degli Sforza nei dintorni di Vigevano.
le ‘cascine del riso, fattorie simili a piccoli villaggi che oltre alle abitazioni per i contadini dispongono di una chiesa, un cimitero e un’osteria. Costruite e sviluppate in base ai parametri delle zone agricole coltivate a riso allora in crescente espansione, dal XII secolo vennero sostenute dai monaci cistercensi, fondatori anche di vari comuni nei dintorni.
Anche se la particolare conformazione del terreno, ricco di acque superficiali e poco profonde, si è rivelata subito adatta alla coltivazione, la diffusione delle risaie in Lomellina è stata limitata fino al sec. XVIII.
Mentre poi dall’Ottocento, con la costruzione del Canale Cavour, la coltivazione si è andata sempre più affermando ed oggi copre buona parte del territorio coltivato con una produzione decisamente superiore rispetto al passato…
Immaginiamoci poi, nel Rinascimento, un uomo attraversare la pianura assorto in calcoli e misure: è Leonardo Da Vinci, al tempo di Ludovico il Moro, che disegna canali e congegni idraulici utilizzati ancora oggi, una rete idrica impressionante. Nel 1842 viene costruito il canale Cavour che conduce le acque del Po nel Novarese e in Lomellina.
Le risaie sono un aspetto tipico dei territori di molti paesi dell’Asia orientale tra cui Cina, Corea, Filippine, Giappone, India, Bangladesh, Indonesia, Taiwan, Thailandia (dove è il re in persona che apre la stagione delle risaie) e Vietnam.
Come e’ arrivato fino a noi? In Europa fu forse il grande Alessandro Magno (che in India aveva visto le piante e ne aveva assaggiato i chicchi) a far conoscere il riso in Grecia e, da qui, al resto d’Europa. Forse il cereale arrivò nel nostro Paese portato dai Crociati andati a combattere l’Islam in Terra Santa. O dagli Arabi in Sicilia, o dagli Aragonesi a Napoli. O dai mercanti di Venezia che avevano rapporti con il Medio e l’Estremo Oriente. O dai Monaci Benedettini che avevano allestito importanti orti medici e che avevano avviato la bonifica delle zone paludose.
Se egizi ed ebrei non conobbero il riso, i romani lo confondevano con un vegetale dalle foglie carnose e buono solo per infusi contro il mal di pancia. In Europa si iniziò a consumarlo come cibo solo alla fine del Medioevo, ma storia a parte, oggi l’Italia è il principale produttore di riso d’Europa, seguita da Spagna, Grecia, Portogallo e Francia.

Con i piedi per terra è in onda ogni sabato in prima visione tv alle 12.30 su Telesanterno (canale 18 del digitale terrestre in Emilia-Romagna), in replica il martedì alle 21. Sul canale tematico Antenna Verde (canale 656 in Emilia-Romagna e 288 in Veneto) siamo invece in onda ogni giovedì a rotazione ogni 4 ore nel corso del giorno. Sul circuito nazionale di Odeon Tv il lunedì alle 20.30.

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