A Eataly Nicky Vendola racconta i sapori di Puglia


“Noi non siamo migliori di altre regioni. Siamo soltanto diversi, e siamo felici di offrirvi la nostra diversità come un dono. E così di educarci ad accogliere il dono che ci porteranno le altre culture, le altre cucine, esattamente come avvenuto per millenni nella nostra terra”. Così il presidente della Regione Puglia Nichi Vendola alla conferenza stampa “La Puglia: crocevia di culture e incontri nel Mediterraneo”, che si è svolta ieri nel Palazzo Eataly di New York, che ospita per tutto il mese di giugno le eccellenze gastronomiche pugliesi ed il suo patrimonio agroalimentare. Alla conferenza stampa erano presenti l’assessore regionale alle Risorse Agroalimentari Dario Stefano, il fondatore di Eataly Oscar Farinetti, il governatore internazionale Slow Food Antonello Del Vecchio e Francesco Tatò console italiano a New York. L’iniziativa pugliese a New york si sta dimostrando – secondo gli organizzatori – un vero e proprio successo, tanto che il patron di Eataly Oscar Farinetti ha annunciato di voler ospitare ancora per 15 giorni le eccellenze pugliesi, vista la risposta di pubblico superiore ad ogni aspettativa. Ventimila visitatori al giorno (50% americani – 50% turisti) per una selezione di prodotti pugliesi, mai presentata sinora a New York, acquistati da Eataly in parte da importatori americani, in parte importati direttamente dall’Italia. Sino al 15 luglio, dunque, proseguirà la promozione della Puglia agroalimentare nei 5mila metri quadrati del megastore americano, “così – ha spiegato ieri nella conferenza stampa Farinetti – da avere il tempo di importare altri prodotti e continuare a raccontare una tradizione agroalimentare ed enogastronomica che tanto attrae l’America e New York, che hanno mostrato tanta curiosità di conoscere, imparare ed assaggiare le eccellenze della Puglia”. Alla conferenza stampa di ieri, dove era presente il gotha americano ed europeo dei media che, a seguire, hanno degustato 4 piatti pugliesi (polpo in pignata, orecchiette al pomodoro con caciocavallo, agnello arrosto su letto di fave e cicorie, torta di mandorle con marmellata di ciliegie ferrovia, in abbinamento a vini pugliesi) Vendola ha presentato i prodotti pugliesi non come migliori di quelli di altre regioni: “Non voglio essere un depliant, uno spot pubblicitario della Puglia – ha aggiunto – voglio raccontarvi un pezzettino di vita domestica: quando salgo le scale di casa per raggiungere mia madre, comincio a sentire i profumi di casa. E allora comincio a interrogarmi su un tema cruciale del mondo contemporaneo: l’identità. Nel periodo pasquale, a casa di mia madre, io sento profumi balcanici. Nel periodo natalizio sento profumi di Grecia. La domenica mi commuovo con i profumi arabi del ragù di mia mamma. E sono molto felice perché la mia identità è incerta e ambigua. Una identità che parla di una Puglia che ha conosciuto tante narrazioni, grazie a ospiti provenienti da tutto il mondo che per secoli hanno transitato per la mia terra”. “C’é un rapporto tra la cucina e la politica – ha poi aggiunto Vendola – la cucina è un modo molto intelligente di fare politica, perché la cucina è educazione alimentare, è educazione alla conoscenza della cultura degli altri, alla mensa della fratellanza. Un importante politico italiano ha detto che la cultura non si mangia. Non sono assolutamente d’accordo con lui”. (ANSA).

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