A Faenza dal 12 al 14 marzo l’agricoltura si fa in tre

Alle soglie della primavera, come ormai da tradizione, il Centro Fieristico Provinciale di Faenza (RA) si appresta ad ospitare due importanti eventi legati al mondo dell’agricoltura: la Mostra dell’Agricoltura, che in questo 2010 festeggia addirittura la 73esima edizione, e il MO.ME.VI., dedicato alle macchine per la Vitivinicoltura, che di edizioni ne conta 34. L’appuntamento è fissato nei giorni 12, 13 e 14 marzo, con un nuovo orario di apertura che permetterà la visita anche nelle ore serali: venerdì dalle 16 alle 21, sabato dalle 9 alle 21, domenica dalle 9 alle 19.
L’appuntamento, in questa edizione particolarmente ricco di nuovi espositori per un totale di circa 100 aziende, è sempre molto atteso perché il visitatore, oltre alle grandi marche aziendali, può trovare una ricchissima varietà di artigiani e produttori di mezzi e servizi che calibrano il loro lavoro sulle esigenze specifiche di ogni agricoltore.
Ai due settori tradizionali della fiera, dallo scorso anno si affianca il Mercato dei Contadini dove le aziende multifunzionali della provincia di Ravenna – circa 20 fra cui il neonato Consorzio “Uva del Tundè”, un vitigno a bacca rossa tipico dell’entroterra ravennate – saranno presenti per proporre prodotti e servizi che arricchiscono il panorama agricolo locale.
La multifunzionalità è infatti lo strumento che permetterà alle aziende agricole medio-piccole di fare reddito in un contesto, quello dell’agricoltura tradizionale, da molti anni in profonda crisi. Nei tre giorni di fiera il visitatore potrà acquistare direttamente dal produttore: salumi, formaggi, piadina romagnola, frutta, verdura, marmellate, mieli, vini, aceti e altri prodotti tipici, piantine da giardino e da orto, meravigliosi ulivi già grandi e pronti per essere piantati, curiosi cactus. Inoltre, la fiera di Faenza permetterà di scoprire aziende nelle quali trascorrere una piacevole domenica con la famiglia all’insegna del mangiare tradizionale romagnolo, o pernottare per un fine settimana nel totale relax immersi nella rigogliosa campagna. Saranno presenti anche le fattorie didattiche nelle quali ai bambini si insegna a conoscere e rispettare la natura, i suoi prodotti e gli animali che ci vivono, alcuni dei quali saranno ospitati anche in fiera (pecore, agnelli e capre).
Il programma prevede anche un laboratorio di cucina, sabato ore 10, dedicato alla tradizione gastronomica rurale della Romagna: “Il Prato nel Piatto, riconoscimento e uso in cucina delle erbe spontanee”. Alla fine del laboratorio i partecipanti, sotto l’esperta guida di Roberto Giorgetti dell’Osteria Gianola di Bellaria, realizzeranno un “cassone ripieno” (una piadina piegata a metà e riempita, in questo caso con erbette di campo saltate in padella, chiusa e cotta sul tradizionale testo in terracotta) che poi sarà consumato dagli stessi partecipanti al laboratorio accompagnato da un calice di Sangiovese (costo del laboratorio € 10,00, prenotazione allo 0546 621111).
Altri interessanti appuntamenti che prenderanno vita nel corso della tre giorni dedicata all’agricoltura sono: “Gustiamo la tradizione in fiera” e il seminario: “I vecchi grani locali, una risorsa per l’agricoltore e per un’alimentazione più sana”.
Nell’ambito della promozione delle vecchie varietà romagnole animali, interessanti per la diversificazione aziendale, in collaborazione con A.R.V.A.R. Associazione Razze e Varietà Autoctone Romagnole, domenica 14 marzo dalle ore 12,30 sarà possibile mangiare in fiera un gustosissimo piatto di tagliatelle romagnole con ragù di “rigaglie” di pollo romagnolo al prezzo di 8 €. E’ questa una ghiotta occasione per ritrovare sapori dimenticati e per i più giovani di scoprire una succulenta ricetta di campagna. Le rigaglie sono le interiora di pollo, di piccione o di altro volatile: fegatino, cuore, cresta, bargigli, uova non nate e stomaco (chiamato anche cipolla, ventriglio o durello). La parola rigaglie o regaglie deriva dal latino “regalia”, che significa cosa degna di un re. In realtà un tempo le rigaglie erano cose destinate ai servitori, visto che il signore mangiava la carne dei pennuti e regalava le interiora ai suoi sottoposti. Oggi è un cibo ricercato che si può trovare in poche trattorie o ristoranti di cucina tradizionale romagnola.
Sempre domenica 14 marzo, alle ore 9,30, nella sala convegni del centro fieristico si svolgerà il seminario: “I vecchi grani locali, una risorsa per l’agricoltore e per un’alimentazione più sana”. La crisi strutturale economico-produttiva di tutti i settori dell’ agricoltura, cerealicoltura compresa, inducono i più illuminati degli agricoltori a ricercare alternative a quanto usualmente fanno. E vecchi grani locali per la molitura in azienda e la vendita diretta possono essere una di queste. Inoltre il diffondersi sempre di più di intolleranze alimentari anche in questo settore, induce gli esperti a chiedersi se nei vecchi grani può esserci qualche risposta. Saranno presenti al seminario tecnici e ricercatori che illustreranno il quadro della situazione alla luce di questi quesiti.
L’ingresso alla fiera è gratuito.

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