A Natale 4 italiani su 5 chiedono di non sprecare il cibo nei ristoranti

002 bagSobrietà è la parola d’ordine per un 1 italiano su 2 alle soglie del Natale 2015: lo testimonia l’ultima indagine dell’Osservatorio nazionale sugli sprechi Waste Watcher, di Last Minute Market / Swg. Per il 44% degli intervistati – quasi un italiano su 2! – il Natale che arriva dovrà essere interpretato in chiave di sobrietà, un’attenzione che non avrà il 47 % degli intervistati, legati più tradizionalmente all’idea della festa. Ma c’è di più: Natale non è più la festa simbolica del benessere e dell’abbondanza per il 57% degli italiani, mentre resta il simbolo di una tradizione opulenta per il 43% degli intervistati.
La nuova indagine Waste Watcher è stata presentata oggi a Padova, in occasione del lancio della family bag promossa dal Ministero dell’Ambiente, illustrata dal Sottosegretario Barbara Degani con Andrea Segre’, presidente del Comitato per il Piano di Prevenzione dei rifiuti varato dal Min. Ambiente. E proprio una ‘Christmas bag’ contro gli sprechi sembra essere regalo gradito agli italiani per il Natale 2015: 4 italiani su 5 (l’86 %) chiedono di non sprecare il cibo nei ristoranti e si dichiarano pronti a portare a casa il cibo avanzato. Solo il 16% non ne farebbe uso perché ‘si vergogna’ (9%) o ‘non è interessato’ (7%).  D’altra parte l’83% degli italiani è perfettamente consapevole che il Natale faccia aumentare gli sprechi alimentari. Ma cosa sprechiamo complessivamente a Natale? Cibo per il 43% degli italiani, denaro per il 41%. Al terzo posto carta e imballaggi. Natale significa anche produzione di maggiori rifiuti: per il 43% la parte del leone nei cassonetti dell’immondizia e’ legata al cibo che si getta. Fra le idee più gettonate per evitare lo spreco delle confezioni, 35 italiani su 100 votano per contenitori di latta, quindi riutilizzabili. “Intelligente e originale” viene considerata anche l’idea di avvolgere i regali in sciarpe, stoffe o strofinacci. Molto meno piace l’idea di impacchettare i regali con carta di giornale.

Studiare meglio le cause e i comportamenti familiari è il primo passo per garantire policies adeguate di prevenzione dello spreco. Per questo Waste Watcher ogni anno propone il suo monitoraggio annuale sullo spreco alimentare domestico.  Secono il Rapporto 2015 lo spreco di cibo, dalla dispensa di casa al frigorifero, dai fornelli al bidone della spazzatura domestico, vale complessivamente 8,4 miliardi di euro all’anno, ovvero 6,7 euro settimanali a famiglia per 650 grammi circa di cibo sprecato. Waste Watcher ha lanciato quest’anno, per la prima volta in Italia, il test dei ‘Diari di famiglia’, un metodo di riferimento dei paesi Anglosassoni: si tratta di monitoraggi e rilevazioni scrupolosamente annotate da famiglie campione, che indicano con precisione la misura quali-quantitativa dello spreco ad ogni pasto e spiegano come il cibo gettato viene di volta in volta smaltito, sottoponendosi persino al ‘waste sorting’, ovvero i controlli nella loro pattumiera per la corrispondenza dei dati. E proprio alla luce di questo primo test, condotto nella primavera 2015 da Waste Watcher con la validazione scientifica dell’Università di Bologna – Distal, è possibile affermare che lo spreco di cibo domestico reale e’ circa il 50% superiore allo spreco percepito e dichiarato nei sondaggi. Ne deriva che gli italiani sprecano effettivamente ca. 13 miliardi € ogni anno con il cibo buttato nella pattumiera di casa.

Com’è noto, circa 1/3 della produzione mondiale di cibo destinata al consumo umano si perde o si spreca lungo la filiera alimentare (FAO 2011); circa il 24%  se misurata in calorie. (WRI 2013)  Il valore economico del cibo sprecato a livello globale si aggira intorno ai 1.000 MLD di dollari/anno e sale a circa 2.600 MLD di dollari se si considerano alcuni dei costi «nascosti» legati all’acqua e all’impatto ambientale. Ogni anno l’UE getta via 90 milioni di tonnellate di cibo.  Ogni giorno in Europa si sprecano 720 Kcal di cibo a persona che portano allo spreco di 18 mc di acqua e allo spreco delle risorse naturali di 334 mq di terra arabile.

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