A Natale 8 italiani su 10 non taglieranno le spese a tavola

Otto italiani su dieci (79 per cento) non taglieranno le spese a tavola e spenderanno per il cibo e le bevande di Natale come o piu’ dello scorso anno, per un importo aggiuntivo di 140 euro a famiglia. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti dalla quale si evidenzia che le previsioni per gli alimentari destinati a cenoni e pranzi del Natale sono incoraggianti con quasi due italiani su tre (62 per cento) che spenderanno la stessa cifra dello scorso anno, ma anche un 17 per cento che prevede di spendere di piu’ mentre un 21 per cento conterra’ gli acquisti, sulla base dell’indagine ”Xmas Survey 2010” di Deloitte. La spinta verso spese utili – sottolinea la Coldiretti – premia l’enogastronomia anche per l’affermarsi di uno stile di vita attento alla riscoperta della tradizione a tavola che si esprime con la preparazione fai da te di ricette personali per serate speciali per gli amici che ricordano i sapori e i profumi della tradizione del territorio. Per le specialita’ alimentari, accanto ai tradizionali luoghi di acquisto, un successo – continua la Coldiretti – viene registrato per i mercatini che durante le festivita’ si moltiplicano nelle citta’ e nei luoghi di villeggiatura. Gli italiani – stima la Coldiretti – acquisteranno infatti per Natale prodotti alimentari tipici per un valore di piu’ di 2 miliardi di euro.
”Natale e’ molto importante per l’area dell’alimentare, che registra le performance migliori rispetto al resto dell’anno; e’ l’area tradizionale – rileva l’ufficio studi di Confcommercio – che regge meglio in termini assoluti e relativi. La voce alimentare e bevande testimoniano la buonissima capacita’ di reazione delle famiglie”.
Salmone, ostriche, caviale e frutta esotica ancora una volta con il contagocce. E lo spumante anche in questa occasione trionfera’ sullo champagne. Pochi i cibi di ”fascia alta”. Si guardera’, invece, molto al prodotto tipico legato al territorio. La spesa alimentare delle feste natalizie sara’ cosi’ ripartita: carni e insaccati (18,5% del totale), pesce (11,8%), pane e cerali (14,6%), latte, formaggi e uova (13,1%), frutta e ortaggi (15,2%), vini e spumanti (14,2%), dolci (12,6%). Andranno abbastanza bene – segnala l’indagine della Cia – gli acquisti di dolci (+1,5%), di frutta, sia fresca che secca, e di verdure (+1,6%). In picchiata, al contrario, i consumi di frutta esotica (tanto ricercata negli anni passati): ananas, avocado, banana, mango. Prodotti che dovrebbero avere una diminuzione superiore al 25%. In risalita anche i consumi di pane e pasta (rispettivamente, 0,8 e 1,3%), di carni e insaccati (-0,3%). Al palo, invece, le vendite dei formaggi (-0,5%). Una buona performance dovrebbe essere registrata dai vini (+1,2%), in particolare quelli rossi. Secondo l’indagine della Cia, si dovrebbero stappare circa 80 milioni di bottiglie, il 95% di produzione italiana, con una crescita dell’1,2% nei confronti dello scorso anno. Stesso discorso per gli spumanti che dovrebbero registrare un aumento negli acquisti tra l’1,5 e il 2%. Per gli acquisti dei prodotti agroalimentari da consumarsi durante le prossime feste natalizie, le oltre 23 milioni di famiglie italiane si rivolgeranno in prevalenza alla grande distribuzione commerciale (56%), seguita dai negozi tradizionali (24%), dai mercatini locali (18%), e da internet (2%). (ANSA).

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