A Parigi si tratta sul tonno rosso. Ritirata la proposta sul pesce spada

I 27 Stati membri dell’Ue hanno raggiunto un accordo con cui danno mandato alla Commissione europea di negoziare le quote di pesca del tonno rosso per il 2011 alla Commissione internazionale per la conservazione dei tonni dell’Atlantico (Iccat) sulla base del parere scientifico degli esperti dell’Iccat dal quale emerge, peraltro, che nel 2009 le presenze di giovani tonni nel Mediterraneo e’ stata superiore a quella registrate nel 2000-2003 e che anche per gli esemplari adulti gli indicatori sono positivi.
L’accordo all’unanimita’, raggiunto dopo un lungo e difficile negoziato, sopprime il riferimento sia alla riduzione delle quote del tonno rosso, come chiedeva la Commissione europea, sia al loro mantenimento al livello della quota globale di 13.500 tonnellate, come chiedono tutti i partner e gli operatori Ue dove si pesca il tonno rosso. Il compromesso si allinea quindi alle conclusioni scientifiche dell’Iccat concordate nel 2006: ossia ricreare lo stock ottimale e sostenibile di tonno rosso al 2022 con una possibilita’ di riuscita – non piu’ del 60% come previsto inizialmente, ma sulla base di una percentuale che puo’ essere superiore. Questa soluzione potrebbe avere come conseguenza una lieve riduzione delle quote.
Potrebbe però essere in arrivo una importante novita’ per i pescatori di tonno rosso italiani ed europei. Infatti, mentre i negoziati sul tonno rosso in corso a Parigi sono entrati nella fase cruciale, a Bruxelles si sta studiando un nuovo giro di vite sulla gestione del settore. L’idea e’ che a fine dicembre, in occasione dell’ultimo Consiglio dei ministri della pesca dell’Ue per il 2010, i 27 oltre a decidere la ripartizione delle quote 2011 fissate in ambito Iccat, dovrebbero anche indicare il numero delle imbarcazioni che gli Stati membri potranno autorizzare alla pesca del tonno rosso per la stagione 2011. Questa idea si sta facendo strada negli uffici della direzione generale della pesca alla Commissione europea e bisognera’ vedere se si trasformera’ in proposta formale al Consiglio Ue.
Dal tavolo delle trattative è stata intanto ritirata la proposta di raccomandazione della Commissione europea che prevede misure piu’ stringenti – come l’introduzione di quote – per la pesca al pescespada non avendo ricevuto un sufficiente consenso. Il provvedimento prevedeva di introdurre un sistema di gestione per la pesca al pescespada simile a quello gia’ in vigore per il tonno rosso. Non solo. Il nuovo sistema voleva introdurre un elenco delle imbarcazioni con permesso di pesca, ed una quota di produzione globale fissata fino al 2013 ad un livello di circa 12.100 tonnellate. Quota che avrebbe poi dovuto essere ripartita tra le parti contraenti, e nell’Ue, tra gli Stati membri interessati. Il documento prevedeva anche la fissazione di una dimensione minima delle taglie ed un divieto di cattura del pescespada con il sistema dei palangari per tre mesi l’anno: ossia dal primo settembre al 30 novembre, che rappresentava un mese in piu’ rispetto al periodo di fermo obbligatorio applicato nel 2009 e nel 2010.

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