A Pasqua l’agriturismo soffre: ospiti –8%, ristorazione –15%.

Secondo l’Osservatorio sulle tendenze del turismo recentemente costituito da Agriturist (Confagricoltura), le presenze negli agriturismi nel prossimo periodo pasquale registreranno una flessione prossima all’8% rispetto alla Pasqua dello scorso anno. Sul versante della ristorazione, per i pranzi di Pasqua e Pasquetta, il quadro si presenta ancora più critico, con un -12%. I pernottamenti nelle aziende agricole saranno 335 mila e si serviranno circa 1,2 milioni di pasti, per un giro d’affari complessivo (compresi i servizi accessori e la vendita diretta dei prodotti) di 53 milioni di euro. Male anche gli stranieri, stimati in calo del 20%. Le regioni più richieste saranno, nell’ordine: Toscana, Lombardia, Piemonte, Sicilia e Campania.
La previsione di Agriturist, in netta controtendenza rispetto a quanto recentemente annunciato da altre organizzazioni di settore, si basa sulle visite ricevute dal portale internet www.agriturist.it, e su un sondaggio che ha interessato 300 imprese associate, selezionate in tutta Italia.
“Internet – dichiara Giorgio Lo Surdo, direttore di Agriturist e responsabile dell’ Osservatorio – è il mezzo attraverso il quale si prenota oltre l’80% dei soggiorni agrituristici. Analizzando le statistiche del portale www.agriturist.it, e di alcuni dei principali portali di promozione dell’agriturismo, è chiaro che il consueto picco di richieste che si registra in prossimità della Pasqua, quest’anno è molto più debole. Si tratta di un riscontro che coinvolge almeno 500 mila utenti della rete, di certo più attendibile dei campioni di qualche migliaio di persone solitamente utilizzati nei sondaggi telefonici, i cui risultati si confermano molto contrastanti”.
La nota dell’Osservatorio di Agriturist spiega anche l’infondatezza di alcune previsioni positive, diffuse recentemente. E’ stato annunciato, ad esempio, che il 10% degli italiani in vacanza sceglierà una azienda agrituristica: se così fosse, si tratterebbe di 2,8 milioni di persone da sistemare in poco meno di 200 mila posti letto (dati ISTAT). La stessa previsione sostiene che si registrerà un incremento di presenze compreso fra il 7 e il 9%: si consideri, in proposito, che, secondo i sondaggi dell’ Osservatorio Nazionale del Turismo, a Pasqua 2010 gli italiani che avevano scelto l’agriturismo erano stati il 3,7% (dato peraltro poco credibile visto che corrispondeva a 750 mila persone), per cui un incremento del 9% nel 2011 attesterebbe la percentuale al 4% e non al 10%. L’Osservatorio Nazionale del Turismo ha anche rilevato, per Pasqua 2010, una occupazione delle camere degli agriturismi del 61%. Un incremento delle presenze del 9% a Pasqua 2011, porterebbe al 66,5%, cioè a 133 mila ospiti e non a 2,8 milioni. Inevitabili i riflessi di queste considerazioni anche sul fatturato del settore, certamente più vicino ai 50 milioni di euro, piuttosto che ai 150 milioni di euro stimati da alcuni per quest’anno.
“Interpretare questi dati come una crisi dell’agriturismo – puntualizza Vittoria Brancaccio, presidente di Agriturist – è sbagliato. Tutto il turismo è in sofferenza. Federalberghi ha recentemente stimato intorno a -6% gli ospiti delle settimane bianche nei primi tre mesi dell’anno. Secondo l’associazione di consumatori ADOC, solo il 43% degli italiani potrà permettersi una vacanza per Pasqua (- 3% rispetto al 2010) e oltre metà (56%) lo farà per una sola notte. La Federconsumatori sostiene addirittura che solo il 13% degli italiani partirà per Pasqua. D’altra parte la crescita, riconosciuta da tutti i sondaggi, dei viaggi all’estero e delle crociere, mette in evidenza che sempre più famiglie a reddito medio-basso non possono spendere per le vacanze, mentre tengono, sia pur molto circoscritti, i consumi turistici delle famiglie a reddito alto. Lo conferma il fatto che gli alberghi a 4 e 5 stelle hanno scarsamente sofferto della crisi e che, anche nel settore dell’agriturismo, le offerte più costose ed esclusive registrano una tenuta della domanda”.

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