A rischio le mimose per l’8 marzo

Confagricoltura, ha effettuato con le proprie strutture territoriali, dove possibile un monitoraggio su natura e entità dei danni provocati dal maltempo lungo tutto lo stivale. Abruzzo, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Marche e Sardegna le regioni che segnalano maggiori criticità. Secondo una prima stima dei danni diretti e indiretti e degli aumenti dei costi – che andrà poi perfezionata al ritorno del bel tempo – il conto per l’agricoltura oscilla tra i 400 ed i 500 milioni di euro.
In Piemonte il freddo si è esteso anche alle pianure. Così le gelate hanno colpito le coltivazioni orticole in pieno campo, come i cavoli, le verze e i broccoli. In pericolo anche i frutteti, in particolare gli albicocchi ed i kiwi, una tra le colture più estese in Piemonte, con oltre cinquemila ettari. Difficoltà anche per la zootecnia. Riscontrati problemi nei vivai dove, in particolare per le piante da esterno, i danni potranno essere quantificati con precisione solo tra marzo e aprile. In provincia di Alessandria danneggiati i noccioleti, già in fase di fioritura. Si stima un danno complessivo di 50 milioni di euro.
In Liguria a forte rischio, oltre le coltivazioni orticole, anche quelle floricole come ginestre, anemoni e ranuncoli. Quasi completamente distrutte le mimose, mancheranno i tradizionali fiori per il prossimo 8 marzo. Si contano almeno 5 milioni di euro di danni. Per le serre, i costi per il riscaldamento sono schizzati alle stelle con gli impianti costantemente accesi, per evitare che gelino le tubature. Migliaia di alberi si sono abbattuti sotto il peso delle abbondanti nevicate. Confagricoltura propone l’attivazione di un Fondo straordinario regionale e il riconoscimento dello Stato di calamità naturale.
In Lombardia, problemi, nel Bresciano, per i produttori di IV gamma, danni anche in provincia di Varese.
Emilia Romagna. Particolarmente provate le provincie di Forlì, Cesena e Rimini: gravi i danni alle strutture fisse in collina e montagna. Particolarmente colpite le produzioni nelle zone collinari. In generale i costi energetici sono raddoppiati e si sono riscontrati problemi nelle consegne.
Nelle Marche, la neve e il forte vento hanno creato disagi consistenti, in particolare per la fornitura di energia elettrica. Ad Ancona hanno sofferto fortemente le strutture e le colture. L’assessore ha riunito un “Tavolo verde” e si è impegnato a sostenere, attraverso le misure normative previste, le aziende agricole danneggiate e la ricostruzione delle strutture.
Grave la situazione in Umbria, dove si riscontrano forti danni per l’ondata del maltempo.
In Sardegna gravemente colpito il settore ortofrutticolo. Carciofi, verdure a foglia, cavoli, verze, finocchi, patate e agrumi hanno registrato una diminuzione dal 30% al 100%. Ridotta del 25% la produzione di latte ovino. Segnalate morie di bestiame e danni alle strutture. Impennata dei consumi di gasolio e del prezzo dei mangimi e foraggi. Il danno complessivo ammonta a 35 milioni di euro.
Nel Lazio Nord e nel Frusinate molte le aziende agricole danneggiate. E’ stato attivato un “tavolo di crisi” regionale. Per alleviare i costi ingenti del riscaldamento la Regione ha ampliato la dotazione di gasolio agevolato.
In ginocchio l’Abruzzo, stremato dalla situazione di eccezionale maltempo. Confagricoltura regionale ha chiesto il riconoscimento dello stato da calamità, il secondo a poco meno di un anno. L’Organizzazione ha sollecitato agli istituti di credito appositi plafond per finanziamenti agevolati a favore delle aziende agricole colpite dal maltempo. Quantificare i danni è impossibile, sia perché l’emergenza non è cessata, sia perché molte aziende sono difficilmente contattabili.
Situazione tragica anche in Molise dove si registrano vere e proprie bufere di neve e vento forte, che non danno tregua e stanno rovinando serre, capannoni, impianti produttivi e piante.
In Campania il maltempo ed il gelo hanno provocato danni, in particolare nelle aree interne, mettendo a rischio non solo le coltivazioni e le produzioni di pregio, ma pure l’occupazione del settore. Serie difficoltà alle strutture aziendali e per l’approvvigionamento di mangimi e foraggi, diminuzioni dei quantitativi di latte. Attivo a Salerno un numero telefonico di “emergenza agricola”.
Puglia. Distrutta quasi completamente la produzione nelle colture a pieno campo, particolarmente colpito il foggiano. Forti disagi per il bestiame nelle Murge (barese e tarantina).
In Basilicata, nel potentino hanno sofferto gli allevamenti per la mancata consegna dei mangimi e dei concentrati per l’alimentazione. Diminuzione della produzione di latte e difficoltà nelle consegne. Distrutte le orticole nella piana di Gaudiano. In provincia di Matera danni notevoli alla zootecnia, alle colture in serra e agli ortaggi.
Calabria. Disagi, in particolare nelle zone collinari, dove si sono verificate perdite di capi bovini e ovicaprini.
Sicilia. Ingenti i danni per le piogge battenti che hanno interessato la parte centro orientale dell’Isola (tra Catania e Enna) allagando campi e creando fenomeni di smottamento. Nelle zone occidentali della Sicilia le forti raffiche di vento hanno creato problemi ingenti alle colture a pieno campo, ai pergolati, alle strutture e alle serre.

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