A scuola «vietato» il bis di pastasciutta

Piatti col giusto apporto di energie e nutrienti, utili a bambini e ragazzi per crescere sani e avere la “carica” per studiare, giocare, fare sport. La salute passa anche dalla mensa scolastica, dove la maggior parte degli studenti consuma il pasto principale della giornata. Tornano di attualità, perciò, le “Linee guida per la ristorazione scolastica” del Ministero della Salute, redatte l’anno scorso da un gruppo di esperti, che ora dovrebbero essere recepite dalle Regioni. «La lotta contro l’obesità infantile si fa anche a scuola – afferma Silvio Borrello, responsabile della Direzione generale della sicurezza degli alimenti e della nutrizione del Ministero -. La refezione non è solo un servizio che prevede la somministrazione di pasti, ma svolge anche una funzione educativa: serve a far conoscere le corrette abitudini alimentari ai bambini e, attraverso di loro, anche alle famiglie». A scuola, quindi, s’impara anche a mangiare, soprattutto a non esagerare. «L’obiettivo delle Linee guida – continua Borrello – è fornire indicazioni a livello nazionale per uniformare le tante “diete scolastiche”, tra le più disparate a livello territoriale. Se ne potrà tener conto nei nuovi bandi di appalto per la ristorazione in modo da migliorare in particolare l’aspetto nutrizionale dei menu».
«Un bambino italiano su tre è obeso o in sovrappeso – fa notare uno degli autori del documento, Andrea Ghiselli, ricercatore dell’Istituto Nazionale di Ricerca per gli Alimenti e la Nutrizione – . Certo, soprattutto nel periodo della crescita i ragazzi hanno bisogno di nutrirsi in modo adeguato, assumendo le giuste quantità di carboidrati, grassi, proteine, fibre. Ma vanno evitate porzioni eccessive rispetto ai loro reali fabbisogni: è questo il criterio che ha ispirato le tabelle del documento ministeriale ( vedi sopra ), in armonia con i Larn, i Livelli di assunzione raccomandati per l’energia e i nutrienti, tenendo conto anche dell’età degli studenti». Occhio, dunque, alle porzioni nel piatto, avvertono gli esperti. «Le diverse grammature per ogni alimento e le quantità di calorie di ciascun menu vanno definite in base all’età – spiega un’altra autrice delle Linee guida, la nutrizionistaValeria Del Balzo dell’Istituto di Scienze dell’alimentazione dell’Università La Sapienza di Roma -. Il cibo va quindi distribuito con appositi utensili, che assicurano la porzione idonea con una sola presa. Non ci sono alimenti del tutto vietati: durante la ricreazione si può mangiare anche il panino col cioccolato, purché sia piccolo. I ragazzi vanno educati a percepire le giuste dosi». Vietato, invece, il bis di bucatini o rigatoni a mensa: le mamme sono avvertite. «Sì a una porzione quotidiana di pasta (o riso, orzo o mais), ma si sconsiglia la doppia razione, altrimenti il bambino introduce troppe calorie, si sazia e non mangia il secondo» spiega Ghiselli.
Nel menu scolastico, poi, le proteine verranno fornite a rotazione da legumi, pesce e carne (anche due volte a settimana), uovo, formaggio. Ed è previsto per un pranzo a settimana il piatto unico, per esempio pizza o lasagne, accompagnato da verdura e frutta. Quasi assenti gli insaccati. «Sono proposti non più di due volte al mese proprio per abituare i bambini a non esagerare con salame e mortadella» chiarisce il nutrizionista. Tutti i giorni, invece, verdure e frutta. Il “trucco” per renderle più appetibili? «Evitare la monotonia – dice Valeria Del Balzo -. Mai la mela ogni giorno! Vale anche per gli altri alimenti: proporre piatti che magari a casa non si cucinano per mancanza di tempo, aiuta i ragazzi a scoprire sapori nuovi». Le Linee guida suggeriscono anche menu con prodotti tipici, per conservare le tradizioni locali. E allora: «pasta alla Norma» per gli studenti siciliani, polenta per quelli milanesi, orecchiette con broccoli per gli alunni pugliesi.
Servizio di Maria Giovanna Faiella tratto da http://www.corriere.it/salute

Un Commento in “A scuola «vietato» il bis di pastasciutta”

  • ivan visioli scritto il 8 settembre 2011 pmgiovedìThursdayEurope/Rome 13:32

    ..le parole sono facili,i fatti no! quando si ha il bimbo che tutti i giorni dà difficoltà nel mangiare per i genitori diventa un problema perchè non sa come comportarsi,se insistere,se smettere  ecc. ecc. Trovo giustissimi i consigli degli esperti,ma obbligare il divieto del secondo piatto nelle scuole,no! L’importante, se mangia una cosa,almeno quella l’ha mangiata se poi ne vuole ancora un pochino,perchè no? Nelle scuole sarebbe sufficiente il dialogo tra insegnanti e genitori,il resto vien da sè…… Grazie x una eventuale risposta a questo commento……

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