A Vegia in Piaza: a Terra del Sole (Fc) fino al 6 gennaio


In occasione delle feste natalizie sopravvive in alcune località l’usanza di accendere un tronco di quercia alla vigilia di Natale.

Sul ceppo si sistemava altra legna che bruciava più facilmente sicché esso si consumava lentamente durante i dodici giorni natalizi fino all’Epifania che rappresentano i dodici mesi dell’anno.

Ora, questa tradizione è stata ripresa dal 1992 a Terra del Sole e, in forma più attuale, si accende nella grande piazza, a fianco dell’albero di Natale, installato dalla Ass. Pro Loco ed illuminato da oltre 2000 lampadine colorate, un grande camino e al riverbero e al calore del fuoco ci si ritrova per scambiarsi gli auguri, i doni, ma anche per bere in compagnia e mangiare le pietanze tipiche invernali.

La sera di Natale si procederà all’accensione e all’uscita della messa di mezzanotte verrà offerto a tutti vino brulé e si proseguirà poi fino alla mezzanotte dell’Epifania, momento nel quale il Fuoco verrà spento.

Una volta, quando nelle case c’era ancora il camino, si usava accendere il “ceppo” dopo aver recitato l’Ave Maria.

Si diceva che serviva per “scaldare il bambin Gesù” e doveva bruciare fino all’alba, ma non consumarsi del tutto perché lo si doveva riaccendere ogni notte, fino all’Epifania, affinché portasse fortuna.

I suoi resti si sotterravano in parte in campagna per preservare i prodotti dalle intemperie e in parte si serbavano per scongiurare le tempeste, mentre quelli meno carbonizzati si riaccendevano quando nascevano i bachi da seta per farli crescere forti e immuni da malattie.

La tradizione vuole che al momento dell’accensione si dicesse:
“Si rallegri il ceppo, domani è il giorno del pane; ogni grazia di Dio entri in questa casa; le donne facciano figliuoli, le capre capretti; le pecore agnelletti, abbondi il grano e la farina, e si riempia la conca di vino”. Poi si benedivano i bambini che dovevano avvicinarsi al camino e battere con le molle sul ceppo recitando una canzoncina detta “Ave Maria del Ceppo” che aveva la virtù di far piovere su di loro dolci e regalini.

Così, ogni anno, ula tradizione si rinnova e, nella filosofia del Gruppo del Fuoco e della Pro Loco, si riaccendono amicizie e occasioni di incontro sociale altrimenti disperse dalle proposte consumistiche “dell’usa e getta”.

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