Academy di Confagricoltura dedicata al lavoro in agricoltura

Academy Confagri
L’Academy 2016 di Confagricoltura, che si è tenuta il 14 luglio a Roma presso il Tempio di Adriano, è stata dedicata a “impresa e Lavoro in Agricoltura”: un’occasione per un confronto con istituzioni, enti e sindacati dei lavoratori per individuare strategie condivise per un’occupazione di sempre maggiore qualità. Dopo gli interventi di Maurizio Sacconi – presidente della Commissione Lavoro del Senato, Paolo Pennesi – direttore dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, Stefano Mantegazza – segretario generale Uila-Uil, Luigi Sbarra – segretario generale FaI-Cisl, la tavola rotonda sul tema ha coinvolto il presidente di Confagricoltura Mario Guidi, Susanna Camusso – segretario generale Cgil, Tito Boeri – presidente Inps e Michel Martone – professore ordinario di Diritto del lavoro presso la Scuola nazionale dell’Amministrazione. Presenti i vertici nazionali e territoriali dell’associazione tra cui il presidente di Confagricoltura Piacenza, Enrico Chiesa e la presidente della Federazione Nazionale di Prodotto Carni Suine, Giovanna Parmigiani L’occupazione dipendente del settore agricolo rappresenta oltre 1 milione di lavoratori. Si va verso un’agricoltura più professionale, moderna e strutturata, in grado di assicurare occupazione più stabile e di qualità. “Occorre favorire questo percorso – ha sottolineato Chiesa – anche perché le imprese più strutturate sono quelle in grado di assicurare un’occupazione più stabile e sicura (-25% infortuni nel settore in cinque anni), corredata spesso da offerte di welfare aziendale. Per migliorare la qualità del lavoro in agricoltura occorre promuovere forme di stabilizzazione dell’occupazione, una maggiore flessibilità delle regole, la semplificazione degli adempimenti amministrativi e il contenimento del costo del lavoro”. ”Sui media e sui social – ha detto il presidente di Confagricoltura Guidi – l’agricoltura sembra solo caporalato: una criminalizzazione del settore ingiusta che getta discredito sulle centinaia di migliaia di imprese agricole che operano in modo trasparente e creano occupazione e ricchezza”. A tale proposto dai dati ufficiali ISTAT e INPS emerge chiaramente che gli occupati mediamente denunciati ogni mese in agricoltura sono circa 450.000. Confagricoltura non si è mai sottratta al confronto su questi temi. Ha sottoscritto quattro avvisi comuni con i sindacati (nel 2004, 2007, 2009, 2012) e contribuito alle politiche e alle procedure per il controllo dell’immigrazione. Recentemente ha firmato il “Protocollo sperimentale contro il caporalato e lo sfruttamento del lavoro agricolo” e ha altresì introdotto un codice etico che impone agli associati il rispetto delle norme sul lavoro pena dell’esclusione dalla base associativa. Né ha mai cavalcato l’opportunità dei voucher per smantellare il tradizionale sistema di occupazione. “Le caratteristiche del lavoro in agricoltura: diffusione dei rapporti stagionali, mobilità dei lavoratori, influenza dei fattori climatici – ha sottolineato Enrico Chiesa – richiedono l’applicazione di regole ispirate ai criteri della flessibilità e della semplificazione amministrativa come avviene in altri Paesi europei (Francia, Germania, Belgio). La lotta all’illegalità e all’irregolarità non può essere condotta introducendo ulteriori adempimenti a carico dei datori di lavoro, costretti quotidianamente a confrontarsi con una burocrazia ridondante, ma piuttosto alleggerendo la pressione fiscale sul lavoro; migliorando la qualità dei controlli, utilizzando al meglio la mole di informazioni già nella disponibilità delle diverse amministrazioni, facendo finalmente dialogare in modo efficace le banche dati”.

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