Accese le idrovore della bonifica

Primo giorno d’estate e seconda primavera bagnata: il cambiamento fa accendere le idrovore della bonifica. A150 mm di pioggia sul comprensorio di Terre di Gonzaga. Impianti accesi per la seconda volta in un anno a beneficio del ‘cuore’ produttivo padano. Il cambiamento: attivate le idrovore più spesso che in passato. IMMESSI IN PO QUASI 5,5 MILIONI DI METRI CUBI D’ACQUA
“Per il secondo anno consecutivo abbiamo assistito a una piovosità primaverile che non si vedeva da tempo. E per scongiurare gli allagamenti abbiamo attivato per la seconda volta in sei mesi gli impianti del Consorzio di Bonifica Terre di Gonzaga che, pur essendo monumentali, sono perfettamente efficienti e ammodernati. E non si è allagato nulla”. Ada Giorgi, presidente dell’ente consortile con sede a Mantova, commenta cosi’ il lavoro, ancora in corso, dei proprio uomini che, anche nella notte, hanno garantito in questa fetta di Lombardia la sicurezza idraulica a beneficio di una delle zone più intensamente coltivate e popolate a ridosso del Grande Fiume.
“E non era stato casuale – rileva la presidente – la presenza, poche settimane fa, delle telecamere di Uno Mattina, giunte appunto per documentare il nostro lavoro in queste zone arginate, nelle quali abbiamo attivato il grande impianto di Moglia di Sermide e l’impianto di Revere da domenica pomeriggio sino a stamane, pompando una portata di 42 metri cubi al secondo, smaltendo così 5 milioni di metri cubi e mezzo d’acqua. Per fare un esempio, abbiamo smaltito in queste ore l’equivalente del 10% di tutta l’acqua che distribuiamo in tre mesi di irrigazione”
“Una piovosità per il periodo oltre la norma – rileva Laerte Manfredini, direttore del Consorzio di Bonifica Terre di Gonzaga – essendo quasi a fine giugno e con una contemporanea piena di Po e dei suoi affluenti. Su tutto il comprensorio interessato, fra mercoledì, giovedì, sabato e domenica sono caduti 150 mm di acqua, con punte giornaliere di 80 mm a San Benedetto Po, unica situazione dove si sono registrate condizioni di sofferenza idraulica per l’innalzamento dei canali”.
“Da inizio di giugno a ieri sono caduti 205 mm di pioggia, di cui 150 solo negli ultimi giorni. Dall’inizio dell’anno sono stati registrati 639 mm, a fronte di una piovosità media sul comprensorio di 700 mm totali l’anno”.“Più del cambiamento climatico – rileva Manfredini – risulta preoccupante l’impermeabilizzazione dei suoli, perché l’acqua corre molto più velocemente su asfalto e cemento, giungendo così in grandi quantità ai canali. Inoltre, preoccupano, all’interno delle perturbazioni generalizzate, fenomeni puntuali e molto intensi come quelli accaduti a San Benedetto Po e Pegognaga. Dobbiamo adeguarci e attrezzarci a questi cambiamenti”.
“Le quote ora sono in sicurezza anche se abbastanza alte nei nostri canali, come nel Collettore, Trigolaro, Fossalta. Auspichiamo di tornare a scaricare a gravità, ma attualmente il Po è a quota 12,50, non consentendoci ancora di agire in tal senso.”

Lo Stabilimento idrovoro di Moglia di Sermide dell’Ex (consorzio) Agro Mantovano Reggiano è, in Italia, uno più grandi esempi di impianti di scolo realizzati nei primi decenni del Novecento. Predisposto, in passato, con pompe che potevano funzionare alimentate dal vapore delle caldaie Tosi di Legnano, attualmente ha in servizio 4 motori elettrici accoppiati ad altrettante splendide giranti Franco Tosi per 40 mc/sec complessivi di portata, con 7 m di prevalenza. Il funzionamento medio è di qualche giorno all’anno (vitali per la sicurezza del territorio), ma nel 2009 è già stato attivato per 43 ore ininterrottamente.

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