Accordo franco-tedesco per la Pac post 2013. Cia: Italia definisca una posizione


Parigi e Berlino hanno allineato le loro posizioni ”per una politica agricola comune forte post 2013”. Con un documento congiunto, sottoscritto ieri sera, Francia e Germania rilanciano la vecchia alleanza e indicano quello che dovrebbe essere il percorso da seguire nel dibattito sull’avvenire sulla politica agricola comune (Pac), su cui si confronteranno i ministri dell’agricoltura dell’Ue – Giancarlo Galan per l’Italia – gia’ nel consiglio informale che inizia domenica sera fino a martedi’ in Belgio. Nel documento, di cui l’Ansa ha avuto visione, Francia e Germania sottolineano senza mezzi termini che ”sono opposte a tutte rinazionalizzazioni della Pac, tramite un cofinanziamento dei pagamenti diretti ai produttori”. L’Unione europea ha bisogno di una Pac forte dopo il 2013 e per questo e’ necessario – scrivono – ”di disporre di risorse all’altezza della nostra ambizione. L’agricoltura ha bisogno di stabilita’ e di visibilita”’. E aggiungono: ”Una decisione finale su tutte le questioni relative alle finanze sara’ presa quando le decisioni sull’insieme delle politiche e il quadro finanziario globale dell’Unione saranno state adottate”. Il documento franco-tedesco sulla riforma della Pac post 2013, traccia quelle che sono le nuove sfide e le attese dei cittadini europei, ma fissa anche ‘paletti’ precisi sulla futura ripartizione delle risorse finanziarie in agricoltura. In materia finanziaria infatti, se Francia e Germania concordano ”per una ripartizione giusta ed adeguata delle risorse finanziarie” precisando pero’ ”che un tasso unico per tutta l’Ue non e’ giustificato e non corrisponde alle condizioni economiche al suo interno. Bisogna invece prendere in considerazione – scrivono – la sostenibilita’ della posizione finanziaria degli Stati membri nel bilancio europeo sulla base della chiave di ripartizione attuale”. Sul fronte delle sfide, i due partner europei ricordano che i cittadini chiedono un’agricoltura sostenibile capace di assicurare loro un’alimentazione sana e di qualita’, a prezzi contenuti, una produzione crescente di biomassa, aree rurali dinamiche, in linea con l’ambiente ed il benessere animale. Quanto agli agricoltori, aggiungono, ”hanno bisogno di strumenti e di politiche a livello europeo in grado di stabilizzare i loro redditi, migliorare la loro competitivita’ e la capacita’ di innovare, stabilendo relazioni piu’ eque tra i partner lungo la catena alimentare e garantendo loro che la concorrenza con i paesi terzi possa svilupparsi su un piede di uguaglianza”. Il tutto – precisa il documento – senza modificare di una virgola quelli che sono ”gli obiettivi originali della Pac” fissati da 50 anni nei Trattati Ue. L’accordo franco-tedesco elenca anche una lista dettagliata di proposte che vanno dalla necessita’ ”di una rete di sicurezza contro le grandi crisi di mercato al rafforzamento delle organizzazioni dei produttori e delle interprofessioni con contratti standard nel settore agroalimentare, ma anche la possibilita’ – da studiare – di ricorrere a sistemi assicurativi per stabilizzare i redditi agricoli”. Senza dimenticare ”un approccio integrato dei territori rurali e legami piu’ stretti tra politiche agricole e dell’alimentazione”.

Dopo l’accordo franco-tedesco sulla Pac post 2013 ”diventa ancora piu’ urgente una posizione chiara e ferma da parte dell’Italia” sul futuro dell’agricoltura europea e, quindi, italiana. Lo sostiene il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi dopo le anticipazioni dell’Ansa sul documento. ”Ad oggi, purtroppo – afferma Politi – notiamo una totale assenza di una strategia nazionale su questo fondamentale argomento” che chiede di ”accelerare il confronto e fare in modo che anche il nostro Paese delinei al piu’ presto una strategia forte ed univoca da contrapporre nel negoziato all’interno dell’Unione europea”. ”Bisogna evitare che il documento sottoscritto da Parigi e Berlino – ha aggiunto Politi – prevalga su tutti. Anche noi dobbiamo far sentire la nostra voce. Per questo e’ necessario che, fin dai prossimi appuntamenti europei, l’Italia arrivi preparata e sappia far valere gli interessi delle nostre imprese che oggi sono in grande difficolta”’. Come ha annunciato il commissario Ciolos, mancano poco meno di due mesi alla presentazione ufficiale delle proposte della Commissione europea. La Cia insieme a Confagricoltura e Copagri ha concordato un apposito documento che sara’ illustrato nel corso della nostra quarta Conferenza economica in programma a Lecce il 7 e l’8 ottobre prossimi. (ANSA).

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