Accordo riforma Pac: i commenti

PAC“Molte parole e pochi fatti concreti per una falsa riforma della Pac che non aiuta né l’ambiente, né l’economia”. Questo il giudizio delle 14 associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica (AIAB, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio – Upbio, FIRAB, Italia Nostra, Legambiente, LIPU, Slow Food, Touring Club Italiano, Pro Natura, Società Italiana Ecologia del Paesaggio, WWF) sull’accordo finale del Trilogo europeo per la riforma della Pac. Secondo le associazioni l’intesa confermerebbe “i sussidi ad una agricoltura industriale e a vecchi privilegi, senza introdurre vere innovazioni per una maggiore competitività e sostenibilità ambientale ed economica delle nostre imprese agricole”. In questo momento di crisi economica, proseguono, sarebbe invece stata necessaria “una svolta radicale” che portasse ad un nuovo modello in grado di premiare le aziende virtuose, che producono benefici per la società, il cibo sano, la tutela dell’ambiente e l’occupazione. “Ancora una volta – affermano – si è persa un’occasione storica di cambiamento”. Le associazioni esprimono particolare delusione per il livello e la qualità di spesa minima obbligatoria per le misure agro-ambientali, per la cancellazione del vincolo di rispetto delle norme in applicazione delle direttive su acqua e pesticidi, per la percentuale di aree destinate alla tutela della biodiversità, per le regole sul greening e per il mancato rafforzamento del secondo pilastro sullo sviluppo rurale.

“L’accordo sulla riforma della Pac premierà chi vive e lavora di agricoltura escludendo per la prima volta in una black list i soggetti che non hanno nulla a che fare con il settore e prevedendo la possibilità per l’Italia di destinare risorse ai soli agricoltori attivi”. Lo afferma il presidente della Coldiretti Sergio Marini soddisfatto per l’accordo politico raggiunto, sottolineando che “sensibili miglioramenti sono stati ottenuti anche per l’inverdimento a tutela dei vigneti, frutteti ed uliveti italiani, sulla convergenza e per i giovani agricoltori”. Il presidente fa notare che “rimane un taglio importante ai finanziamenti destinati all’agricoltura, ma l’applicazione nazionale demandata al ministro delle Politiche Agricole Nunzia De Girolamo che ha chiuso positivamente per l’Italia il negoziato, potrà compensare il disagio nell’orientare le risorse verso i veri agricoltori”. L’accordo valorizza infatti il ruolo dei veri imprenditori e, come richiesto da Coldiretti, saranno gli Stati membri a definire gli aventi diritto; viene anche stabilita una lista negativa obbligatoria di coloro che non possono beneficiare dei pagamenti diretti che comprende aeroporti, servizi ferroviari, immobiliari, sportivi e ricreativi, acquedotti e campeggi con discrezione di poterla ampliare.

E’ decisamente migliore l’accordo politico sulla riforma della Pac raggiunto a Bruxelles rispetto alla proposta iniziale, ma rimane l’incognita del budget e di alcuni temi chiave non ancora chiariti. E’ il commenta del coordinatore di Agrinsieme Giuseppe Politi, facendo rilevare però che la complessità della materia impone un approfondimento su alcuni temi chiave, in particolare i diritti di impianto vitivinicoli, le misure di mercato e lo sviluppo rurale; mentre su tutto pesa l’incertezza del budget per l’agricoltura europea non ancora definito vista l’impasse del negoziato sulle prospettive finanziarie pluriennali 2014-2020. “Ora – aggiunge Politi – occorre concentrarsi sui diversi ambiti applicativi della riforma, ma evitiamo come nel passato di ridurci all’ultimo momento con scelte affrettate e non concertate; su questo punto ci attendiamo dal ministro De Girolamo un forte coinvolgimento del mondo delle organizzazioni delle imprese e delle cooperative agricole; Agrinsieme – conclude – è come sempre pronto a dare il suo contributo a tutela delle imprese associate”.

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