Aceto Balsamico di Modena Igp: 007 del Consorzio a caccia di falsi

Sala TiniDavanti a un computer o tra gli scaffali di un supermercato, sempre alla ricerca di abusi e usi impropri della denominazione Aceto balsamico di Modena. Lavorano sul campo, spulciando siti internet, guardando le etichette delle bottiglie nei negozi e ricevendo segnalazioni da produttori e consumatori. Sono gli ‘007’ del Consorzio di Tutela dell’Aceto Balsamico di Modena Igp, ‘investigatori’ che svolgono un’attività di vigilanza e tutela – autorizzata dalla legge – e che hanno anche il potere di intervenire direttamente con sanzioni amministrative; la loro qualifica ufficiale infatti è di agente di pubblica sicurezza. ”Vado direttamente sui punti vendita e controllo che il prodotto sia conforme alle normative – ha spiegato Giorgio Capovani, uno degli agenti vigilatori – se trovo qualcosa che non va agisco di conseguenza. Faccio prima uno screening sul territorio per verificare la presenza dei prodotti sia online sia nei punti vendita, e verifico la corretta applicazioni delle norme. In caso di esito negativo poi intervengo direttamente: o con sanzioni amministrative o chiedo l’apporto della polizia giudiziaria – ha spiegato – eventualmente per dei sequestri amministrativi e per iniziare la procedura che porta a un’azione penale per frode in commercio”. ”Le segnalazioni vengono da soci, da produttori, ma anche da consumatori – aggiunge Simone Rompianesi, un altro ‘007’ del Consorzio addetto al controllo online – Da qui andiamo a vedere sui siti che vendono i prodotti se la segnalazioni è fondata. Molti prodotti sono imitativi o evocativi, ma ci sono anche vere e proprie contraffazioni, con l’uso della denominazione intera, per un prodotto che però non è Igp”. Tra i compiti del Consorzio di tutela dell’Aceto balsamico di Modena Igp, nato a inizio anno col riconoscimento da parte del ministero per le Politiche agricole, c’è infatti quello di tutelare da abusi e usi impropri della denominazione un prodotto che è tra i più esportati del panorama agroalimentare italiano. La produzione ammonta infatti a circa 90 milioni di litri l’anno, e il 92% prende la via dell’estero (il 40% va negli Stati Uniti), in 120 Paesi nel mondo. Il fatturato alla produzione del prodotto supera i 400 milioni di euro, e quello al consumo i 600: ”Cifre che collocano l’Aceto Balsamico di Modena Igp nella ‘top ten’ del paniere delle specialità alimentari Dop e Igp italiane –ha spiegato il presidente del Consorzio, Stefano Berni sottolinenando che il successo ha però contribuito al sorgere e al rafforzarsi del fenomeno della contraffazione. ”Ma più che la contraffazione in quanto tale, a inficiare sull’economia del prodotto – ha specificato Berni – è la crescita esponenziale di quella che io chiamo ‘scimmiottatura’: cioè quando il consumatore ritiene di consumare Aceto Balsamico Igp e invece acquista dei succedanei di qualità molto inferiore”.

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