Aceto balsamico, stop ai falsi con il sostegno del Mipaaf


Il ministero delle politiche agricole dichiara il suo sostegno all’aceto balsamico di Modena Igp e tradizionale di Modena e Reggio Emilia nella lotta alla contraffazione di uno dei prodotti più apprezzati del made in Italy. Lo affermano i Consorzi di tutela al termine di un incontro con il ministro Giancarlo Galan sul danno che l’abuso del termine “balsamico” procura sia alla qualità che all’immagine di un settore che vale 300 milioni di fatturato, di cui l’80% esportato e un indotto di migliaia di addetti. “L’aceto balsamico è un prodotto da tutelare – ha detto Galan – importantissimo per la tradizione alimentare italiana e per il suo alto valore economico”. Basti pensare che il balsamico Tradizionale può superare i 1.000 euro al litro, con un volume di 100 milioni di litri prodotto l’anno da 280 imprenditori delle province di Modena e Reggio Emilia. Un settore di successo, messo a rischio da condimenti che fanno dell’aggettivo ‘balsamico’ un’esca per attrarre i consumatori. E a questo proposito, il ministero è stato chiaro emettendo una nota il 3 dicembre scorso in cui afferma che la denominazione “aceto balsamico” è incompatibile con la normativa comunitaria e nazionale, in quanto evoca e sfrutta indebitamente la reputazione delle Dop “Aceto Balsamico Tradizionale di Modena” e “Aceto Balsamico Tradizionale di Reggio Emilia” nonché della Igp “Aceto Balsamico di Modena”, gli unici tre prodotti che la possono utilizzare. Soddisfatti i presidenti dei Consorzi, che hanno ricordato come il mercato sia ormai infestato da prodotti trappola. “Le imitazioni sono a base di mosto e aceto, spesso nemmeno invecchiate in botte come è d’obbligo per i prodotti Igp e Dop – ha sottolineato il presidente del Consorzio Aceto Balsamico di Modena Cesare Mazzetti – che adescano il consumatori con le caratteristiche tipiche dei prodotti originali, utilizzando il termine ‘balsamico’ o ‘condimento balsamico’, ma anche ‘riserva’, ‘classico’, ‘speciale’ e quant’altro”. “La presenza impunita di questi condimenti ‘balsamici’ su alcuni scaffali italiani danneggia le vendite – sostiene il presidente del Consorzio Tutela Aceto Balsamico Tradizionale di Modena, Enrico Corsini – fornendo una giustificazione ai produttori esteri che si sono lanciati in un prodotto imitativo chiamandolo ‘Aceto Balsamico’ addirittura in lingua italiana; basti pensare – conclude – che oggi il valore delle sole contraffazioni negli Usa si aggira intorno ai 10 milioni di euro, procurando danni di oltre 30 milioni alle tre denominazioni protette”.(ANSA).

Un Commento in “Aceto balsamico, stop ai falsi con il sostegno del Mipaaf”

  • matti scritto il 18 dicembre 2010 pmsabatoSaturdayEurope/Rome 15:01

    Da questo articolo si deduce che il Consorzio dell’aceto balsamico di Modena vuole il monopolio del mercato.
    Dovrebbe pensare,invece, a promuovere il proprio prodotto, sfruttando la IGP ottenuta e lasciare che ci sia una sana e leale concorrenza.
    Vuole invece far passare il messaggio che loro sono belli e bravi e gli altri sono i cattivi. Non è così. Nessuno è depositario della verità assoluta, tantomeno dell’unico aceto balsamico sulla terra. Le falsificazioni vanno combattute, la presenza di prodotti simili sul mercato va accettata in un mondo dove regna il libero scambio. Il Consorzio pensa solo a denigrare gli altri prodotti e a diffondere informazioni false, forse perché dubita del proprio prodotto.
    Secondo i Consorzi il consumatore è tratto in inganno dalla parola “Balsamico”.
    Nello stesso tempo dichiarano che il consumatore conosce esattamente la differenza tra aceto balsamico di Modena e aceto balsamico tradizionale di Modena (è stata questa una condizione indispensabile per ottenere la IGP). Ma se il consumatore è così bravo da distinguere le due denominazioni, come può farsi ingannare da un generico “Balsamico”?

    Il sig. Mazzetti va a piangere dal Ministero ma poi la sua azienda produce il Condimento Balsamico bianco. Si lamenta perché sul mercato ci sono prodotti che si differenziano per etichette, colori numeri, associati a varie qualità, cosa non consentita ai prodotti DOP e IGP.
    Lui per primo infrange il disciplinare usando una differenziazione qualitativa con uso di etichette colorate (oro/nero ecc) e una classificazione in foglie. Predica male e razzola pure male!
    La regolamentazione delle DOP e IGP è Europea e la commissione Europea si è espressa molto chiaramente sul termine “Balsamico”: è un aggettivo generico che può essere usato. La protezione europea interessa la denominazione nella sua interezza.
    “…la protezione è conferita alla denominazione composta «Aceto Balsamico di Modena». I singoli termini non geografici della denominazione composta, anche utilizzati congiuntamente, nonché la loro traduzione, possono essere adoperati sul territorio comunitario nel rispetto dei principi e delle norme applicabili nell’ordinamento giuridico comunitari.” ( considerando 10 del Reg CE 583 per la IGP ABMO ).
    Sul valore dei prodotti è opportuno che ognuno si faccia i conti in casa propria. Molti aceti balsamici di Modena valgono molto meno dei 2/3 euro indicati per squalificare gli altri balsamici.
    Ci sono seri produttori che usano solo mosto cotto, invecchiato in barili per anni con una modalità vicina a quella del tradizionale, e senza l’uso di aceto di vino, ingrediente principe dell’aceto balsamico di Modena.
    Questi balsamici artigianali si collocano tra l’aceto balsamico tradizionale di Modena e l’”industriale” Aceto balsamico di Modena, rendendo disponibile al consumatore un prodotto di alta qualità a prezzi più accessibili di quelli dell’Aceto Balsamico Tradizionale.

    Si mette anche in dubbio l’invecchiamento in botte: tutte frasi ad effetto, per colpire l’attenzione del consumatore e completamente false. Per molte produzioni di aceto balsamico di Modena risulta che la sosta in contenitori di legno si faccia in cisterne semplicemente rivestite di legno: in questo modo si soddisfa il disciplinare ma non si può certo paragonare a quello che avviene nelle botti di “solo” legno.

    Le norme di etichettatura sono valide allo stesso modo per tutti: non possono essere esclusiva di un gruppo di produttori, anche se economicamente molto forti.
    Cosa è giusto: rispettare le regole o compiacere chi fa la voce grossa?

Scrivi un commento

Utilizza gravatar per personalizzare la tua immagine

Copyright © 2009 Con I Piedi Per Terra . All rights reserved.
Copyright © GTV s.r.l.
Sede legale V.Bonazzi, 51 - 40013 Castelmaggiore (Bo) - Sede opertiva v. L.Manara, 6 - 40128 Bologna
tel: 051 63236 - fax 051 6323602 - fax redazione 051 6323609
P. Iva 01607481205 - C.F 01161880388 - R.E.A. 347487 - R.I.BO 01161880388 - C.S. € 1.550.000,00 Vers. € 1.445.375,00
Concessionaria per la Pubblicità Publivideo2 Srl.