Acqua: il rapporto mondiale

Agricoltura sostenibile e gestione ottimale delle risorse idriche. Sono i temi centrali del rapporto ‘State of the world 2011′ di Wwf e del Worldwatch Institute, presentato a Roma nella Giornata internazionale dell’acqua in collaborazione col Barilla Center for Food and Nutrition all’Universita’ Luiss Guido Carli . Il rapporto “realizzato dopo due anni di ricerche in 25 Paesi africani”, ha spiegato Danielle Nierenberg, co-direttore del documento, “racconta le pratiche agricole innovative, a basso costo e sostenibili che applicate localmente possono migliorare la produttivita’, ridurre gli sprechi e sfamare centinaia di milioni di persone, dando alle comunita’ piu’ povere del pianeta, e in particolare alle donne, la chiave per vincere la sfida della fame nel mondo nel rispetto degli equilibri naturali”.I dati del rapporto non sono incoraggianti: a fronte di 900 milioni di affamati, si legge nel rapporto, la percentuale degli aiuti allo sviluppo dedicata all’agricoltura ha raggiunto nel 2010 il minimo storico del 4 per cento. E ancora: il 40 per cento del cibo prodotto a livello mondiale, con un’agricoltura intensiva altamente inquinante, viene sprecato prima ancora di essere consumato. Wwf e Worldwatch Institute propongono una ‘road map’ di innovazioni agricole gia’ realizzate con successo, come gli orti urbani di Nairobi, le pompe a pedali che in Africa sono capaci di aspirare l’acqua fino a sette metri di profondita’ e i metodi di coltivazione e di allevamento tradizionali e sostenibili. Per il direttore scientifico del Wwf Italia, Gianfranco Bologna, “l’agricoltura e’ giunta a un bivio. Ma se ben gestita puo’ andare oltre alla mera produzione: puo’ fornire acqua pulita e proteggere la biodiversita’”. La palla passa ora ai responsabili del settore agricolo, ai ministeri, ai decisori politici, alle organizzazioni di agricoltori, a quelle ambientaliste e alla cooperazione allo sviluppo affinche’ – e’ l’appello del WWf – tutti “si impegnino a favore di un’agricoltura equa e sostenibile”. E ha concluso Gabriele Riccardi del Brailla Center for food and nutrition: “Oggi e’ necessario che i nostri pasti siano sani, a ridotto impatto ambientale e in grado di ridurre la spesa per il Welfare”. (AGI)

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