Acqua, Russo: E’ idiozia considerarla un bene gratuito

L’adozione di politiche di ottimizzazione della gestione dell’acqua potrebbe portare all’Italia benefici economici complessivi stimati in 9,7-17,3 miliardi di euro. E’ quanto emerge da uno studio durato un anno e mezzo condotto da Althesys presentato a Roma nel corso del convegno dal titolo ‘Acqua, agricoltura e ambiente’. La riparazione delle condotte porterebbe benefici tra 234 e 564 milioni di euro mentre dalla sostituzione dei canali un potenziale tra i 4 e gli 8,1 miliardi. Al di là degli interventi sulla rete irrigua, si attendono dalla nuove tecnologie applicate in agricoltura risparmi compresi tra i 539 milioni e il miliardo di euro, mentre dal cambiamento dei metodi irrigui si attende un beneficio tra i 2,8 e i 4,3 miliardi. E ancora: la valorizzazione economica del risparmio idrico collegato a diversi modelli gestionali è compresa tra i 2,1 e i 3,2 miliardi di euro in trent’anni.
“La rete idrica ha bisogno di interventi immediati e a medio termine che necessitano di investimenti significativi che realisticamente il pubblico non è in grado di sostenere: c’è bisogno di un sistema che garantisca non solo guadagni per gli investitori ma anche benefici che premino gli utenti per l’uso efficiente che si fa dell’acqua” Lo dice al VELINO il presidente della commissione Agricoltura della Camera, Paolo Russo a margine della presentazione dello studio Althesys dedicato alle politiche di gestione dell’acqua. “L’acqua – aggiunge Russo – è incontrovertibilmente un diritto, ma è un’idiozia pensare che si tratti di un bene gratuito che è possibile anche non pagare. Il problema non è la gestione pubblica o privata, ma l’efficienza dei sistemi, il resto è ideologia dato che l’efficienza della gestione attuale della rete (che registra perdite pari al 40 per cento, ndr) è sotto gli occhi di tutti. Il tema a questo punto è comprendere che non si tratta di pagare l’acqua in un’ottica puramente mercatista, ma introdurre una sorta di moltiplicatore in base al quale viene premiato l’uso che se ne fa, grazie a una tariffazione che misura l’efficienza”.
“I campi rappresentano il 70 per cento dei consumi idrici mondiali. E la connessione tra agricoltura e acqua si comprende anche dal fatto che l’87 per cento della produzione avviene nei territori irrigati” sottolinea il presidente della commissione Agricoltura della Camera che sottolinea come “i livelli del consumo di questa risorsa in agricoltura non sono sostenibili e che ci si dovrà preparare almeno a tagliare il 35 per cento dei consumi attuali nel settore”. Un problema che l’Ue deve affrontare in maniera pregnante in tema di politiche di contrasto ai cambiamenti climatici e, a livello italiano, attraverso la mutazione di parole chiave finora legate per esempio al tema dell’energia: “Occorrono tariffe progressive legate ai consumi reali, ma anche risparmio ed efficienza dell’uso della risorsa – sottolinea Russo – : serve un sistema a domanda e non a turnazione. Occorre un mix di fonti e di usi” (fonte Il Velino)

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