Ad Asiago la prima edizione del Festival del Porcino

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Ha preso il via ieri ad Asiago il primo “Festival del Porcino dell’Altopiano” promosso dallo chef Riccardo Cunico: ogni sera, fino a domenica 30 agosto, un esperto sarà a disposizione del pubblico per illustrare le caratteristiche del regno dei funghi a cominciare proprio dal porcino. Al Ristorante “da Riccardo” al Maddarello di Asiago protagonisti saranno il micologo Enrico Pros, l’enogastronomo Romolo Cacciatori e l’erborista Antonio Cantele.
Per questa prima edizione il cuoco del ristorante asiaghese ha pensato ad una suggestiva serata di degustazione la sera di venerdì 28 agosto. Il menù prevede una tartare di bisonte e porcini, cappelle di porcini con lumache in pane, Gran Pennar e prezzemolo, quindi spiedini di capesante e porcini in pancetta affumicata di San Domenico ed infine diaframma in crosta con porcini, formaggio Asiago e tartufo di Lusiana.
Inoltre, Riccardo non mancherà di incantare i commensali con il suo “Sembra un cappuccino”, scherzosa creazione che assomiglia ad una prima colazione, a base di zuppa di fagioli, schiuma di patate e Speck di Asiago spolverizzato (naturalmente in tazza grande), accompagnati da un mini croissant salato con trombette.
In tutti i altri giorni della settimana i diversi piatti del menù degustazione, ed altri, saranno anche disponibili alla carta.
«Con il formaggio Asiago e le erbe spontanee, le patate di Rotzo, il sedano di Rubbio ed altre prelibatezze, il porcino è uno dei simboli della nostra cultura gastronomica», dice Riccardo. “Per questo intendo proporre piatti in grado di esaltare sapori noti e famigliari, ma allo stesso tempo insoliti e curiosi. La mia cucina è imperniata ma non avvitata sulla tradizione, attraverso un percorso di ricerca di accostamenti dei sapori più autentici ed una selezione maniacale delle materie prime».
Il Festival del Porcino vuole proporre quello che è il meglio della produzione tipica dell’Altopiano su base stagionale: “Il rispetto dei cicli della natura è fondamentale per accompagnare all’atto del nutrirsi il piacere della degustazione di qualcosa di unico ed irripetibile nello spazio e nel tempo”, afferma lo chef sotto lo sguardo amorevole della moglie Dora, sommelier, che dirige la sala ristorante supportata da uno staff premuroso e puntuale.

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