Adesso l’Emilia deve rialzarsi. E può farlo

“Dopo il terremoto l’Emilia è ora in grado di crescere: le condizioni le ha indicate il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco”. È quanto afferma Marino Zani, presidente del Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, sceso a Roma all’assemblea nazionale dell’Anbi, associazione nazionale delle bonifiche e miglioramenti fondiari, apertosi con un solidale saluto alle popolazioni terremotate di Emilia Romagna, Lombardia e Veneto,.
Ignazio Visco, infatti, intervistato dal quotidiano Corriere della Sera, ha indicato tra le due grandi aree per rilanciare gli investimenti non solo esteri nel Paese, “un ampio progetto di manutenzione immobiliare dell’Italia, di cura del territorio, una terapia contro il dissesto idrogeologico”, aggiungendo che “I soldi si trovano, con gli incentivi giusti, soprattutto a chi ha cura della messa in sicurezza dell’ambiente e della sua estetica”.
“L’esempio di Reggio Emilia e Modena– aggiunge Zani – dimostra un sistema efficiente di sinergie tra comuni e Bonifica. Ma dinnanzi al consumo di 100 ettari al giorno di territorio per la cementificazione non ci può essere rilancio degli investimenti senza sicurezza idrogeologica. Il caso del terremoto lo dimostra: o interveniamo prima dell’autunno i rischiamo le alluvioni. Solo intervenendo, è possibile una ripresa economica”.
“Ci è chiaro – ha dichiarato il ministro dell’agricoltura Mario Catania – che i problemi dell’assetto del territorio e della sicurezza idrogeologica sono fondamentali per lo sviluppo. Per questo, come governo abbiamo escluso tagli in questo versante”.
“Dopo 30 giorni a Mondine si è ripristinato con un impianto provvisorio l’impianto di Mondine – ha affermato Tibero Rabboni, assessore regionale all’agricoltura della Regione Emilia Romagna – questo è un sistema che funziona, questa è l’Emilia Romagna. Adesso la priorità è mettere in sicurezza idraulica le zone di pianura colpite dal terremoto e servite dagli impianti idrovori storici gravemente lesionati (Mondine, Pilastresi,…) per scongiurare, dopo la tragedia del terremoto, l’avvento di alluvioni sulle popolazioni così già gravemente colpite dal sisma”.
Massimo Gargano, presidente dell’Anbi, ha così aggiunto: “Quanto sta avvenendo in Emilia dimostra un primato di efficienza e voglia di ripartire. Se l’acqua è il perno per qualsiasi modello di sviluppo, poiché garantisce vita, analogamente deve avvenire per la tutela del territorio, oggi affidata solo a politiche vincolistiche senza le quali, per altro, il consumo di suolo raggiunge livelli insostenibili, aggravando così le conseguenze della estremizzazione degli eventi atmosferici su una penisola già idrogeologicamente fragile”.
UN RICONOSCIMENTO EUROPEO.
Il clima cambia, l’Emilia risponde con Irriframe
Anche in Emilia il clima che si sta registrando, sostenuto dai ripetuti anticicloni africani, sta creando inaspettate difficoltà all’agricoltura, segno dei cambiamenti climatici da anni annunciati e che ora cominciano a manifestarsi strutturalmente. Quest’anno infatti l’acqua c’è, ma non è sufficiente a soddisfare l’aumentata idroesigenza di colture “stressate” dall’inusuale caldo. E a rischio c’è il “made in Italy” agroalimentare.
Un problema nuovo, che denota l’urgenza di ammodernare la rete irrigua, così come di aumentare le riserve idriche, “stoccando” l’acqua quando è in abbondanza ed evitando al contempo disastrosi fenomeni alluvionali, come quelli registrati anche nello scorso autunno.
“A questi problemi – ha auspicato Massimo Gargano, presidente dell’Anbi – , la politica continua a rispondere con una ‘doppia morale’: assai consapevole a parole, quanto evanescente negli atti concreti, seppure a questo governo vada dato atto di una maggiore sensibilità, che evita quantomeno di proseguire nella costante sottrazione di risorse ad attività fondamentali per qualsiasi ipotesi di ripresa economica e modello di sviluppo, quali la tutela idrogeologica e l’irrigazione, da cui ormai dipende gran parte della nostra agricoltura”.
In questo quadro emerge il Consorzio di Bonifica dell’Emilia Centrale, che storicamente ha avviato e testato con ricerca il sistema Irriframe.
Ora c’è un importante attestata europeo al “sistema esperto” d’irrigazione Irriframe. Esso, infatti, certifica le buone pratiche agricole utilizzate dalle aziende, soddisfacendo le attuali e future prescrizioni comunitarie, legata alla buona gestione dell’acqua in agricoltura.

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