Agea: audizione di Fuscio in Commissione Agricoltura

Ha suscitato molta attenzione l’audizione, in Commissione agricoltura della Camera, di Dario Fruscio, presidente di Agea, l’agenzia per le erogazioni nel settore primario commissariata il 23 giugno 2011, azione poi annullata dalle autorità giudiziarie. “Sono emersi scenari inquietanti che non possono essere sottaciuti e che meritano un approfondimento”, ha detto il presidente della Commissione Paolo Russo, che ha deciso di continuare l’audizione di Fruscio che sarà nuovamente ascoltato sul tema dell’assetto e della gestione delle società controllate dall’Agea, a cominciare dal sistema informativo Sin. “Non sarebbe stato possibile – ha precisato Russo – concludere semplicisticamente e in poco tempo un’importante audizione riservata all’agenzia che eroga decine di miliardi di euro a sostegno delle aziende agricole italiane”. Dello stesso parere il capogruppo del Pd della Commissione, Nicodemo Oliverio, sottolineando che Fruscio “ha fornito al Parlamento un interessante spaccato sul funzionamento dell’ente, sui punti di debolezza di tutto il sistema di erogazione dei fondi agricoli comunitari e sulla necessità di lavorare per una maggiore efficienza del sistema”.
La vicenda del commissariamento dell’Agea “è frutto dell’arroganza, discesa da un uso distorto e tendenzioso di atti e fatti gestionali dell’Agenzia, e/o ad Essa proditoriamente ricondotti” – ha detto Fruscio. L’ente è attualmente in fase di riordino per sciogliere i nodi di una gestione passata poco chiara. Gestione sulla quale Fruscio si è lungamente soffermato, a partire dalla genesi del commissariamento dell’Agea, della contemporanea trasformazione della Sin (sistema informatico nazionale) in Spa e degli affetti ricaduti sulla società Agecontrol (l’organismo di controllo che verifica la conformità alle norme di commercializzazione degli ortofrutticoli). “Il Consiglio di Amministrazione di Agea – ha proseguito il presidente – ha rilevato che non sono state ravvisate pregnanti e urgenti necessità di interesse pubblico che motivassero la trasformazione in Spa della Sin, che questa ha di fatto soltanto diminuito e limitato il potere di indirizzo, governo e controllo dell’Agea sulla società, che ha aumentato, in misura più che doppia, i costi della governance della Sin e che la fiducia negli amministratori designati ad agosto 2011 risultava irreversibilmente minata”. Il 4 aprile di quest’anno, ha ricordato, il Cda di Agea ha dunque designato nuovi amministratori, stabilendo un tetto massimo ai loro compensi (160 mila euro l’anno contro 600 mila). “Dopo questo primo fondamentale atto – ha concluso il Presidente Fruscio – appare auspicabile riportare la Sin all’originario assetto di Società a responsabilità limitata, riportando così il massimo della potestà di controllo in capo all’Agea”. Fruscio ha infine auspicato che anche la Agecontrol ritorni alla sua forma giuridica originaria di società a responsabilità limitata. (ANSA).

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