Agricoltori in Piazza Montecitorio a Roma

Montecitorio latteUna protesta per denunciare che i consumatori italiani – secondo Coldiretti – non hanno potuto beneficiare della forte riduzione dei prezzi agricoli che rischia invece di provocare l’abbandono delle campagne con il crollo delle quotazioni ala produzione che nell’ultimo anno sono calate dal 71 per cento per le carote, del 53 per cento per le pesche, del 30 per cento per grano e latte fino al 19 per cento per l’uva, secondo le rilevazioni Ismea ad agosto. Significativo è il caso del prezzo del grano riconosciuto agli agricoltori che è oggi molto piu’ basso di quello di 25 anni fa con le quotazioni che sono scese su un valore di poco superiore ai 14 centesimi al chilo, il 35 per cento in meno rispetto al 1985. Se nel 1985 – spiega la Coldiretti – il prezzo del grano era di 23 centesimi al chilo e quello del pane di 52 centesimi, oggi un chilo di grano è venduto al prezzo di circa 14 centesimi mentre un chilo di pane è acquistato dai cittadini a valori variabili attorno ai 2,7 euro al chilo, con ricarico di oltre diciannove volte (+ 1828 per cento).
Anche la nostra agricoltura locale – è stato il commento di Massimiliano Pederzoli, Presidente di Coldiretti Ravenna al termine della mobilitazione odierna davanti a Montecitorio – oggi, ha sentito il bisogno di essere presente con una propria delegazione a Roma, per sostenere con forza che l’agricoltura ha bisogno di alcune sicurezze come il rifinanziamento del Fondo di Solidarietà Nazionale e la tutela della distintività delle proprie produzioni oltre che di alcune riforme per rendere più efficienti alcune filiere che oggi “pagano tutti” tranne che gli agricoltori.

I sequestri di derivati della frutta, del latte e di altri alimenti avvenuti anche negli ultimi giorni, inoltre, confermano la necessità di tenere alta la guardia contro le frodi a tavola, che mettono a rischio la salute dei cittadini e fanno concorrenza sleale alle imprese agricole che sono impegnate nel mantenere alti standard di qualità. Truffe, importazioni di falso Made in Italy e le speculazioni dal campo alla tavola sono – denuncia la Coldiretti – i veri nemici dell’agroalimentare italiano rappresentano un pericolo sia per gli agricoltori che per i consumatori.

Il rischio di smercio di prodotti agricoli senza i necessari requisiti sanitari in prodotti che spesso sono anche i simboli dell’agroalimentare italiano assume un valore che va ben al di là della situazione specifica e va per questo combattuto con decisione. Con la crisi – sostiene la Coldiretti – aumentano i rischi di frodi e sofisticazioni, un crimine particolarmente odioso perché si fonda soprattutto sull’inganno nei confronti di quanti, per la ridotta capacità di spesa, sono costretti a risparmiare sugli acquisti di alimenti.

Che le operazioni dei Nas, negli ultimi mesi, abbiano interessato settori come quello della frutta e del latte dove si è registrato un vero crollo dei prezzi alla produzione, dove si stanno abbattendo interi frutteti e chiudendo molte stalle – afferma Coldiretti – impegnata nell ”operazione verità sulla spesa alimentare degli italiani”, in occasione della giornata di mobilitazione promossa dalle Associazioni dei Consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) in Piazza Montecitorio a Roma, non è una fortuita combinazione.

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