Agricoltura: AIAB esprime preoccupazione per i tagli all’agricoltura

“In Europa si prospettano tempi duri per l’agricoltura biologica, pulita, familiare. Invece di indirizzare le risorse verso nuovi obiettivi, innovativi e ‘verdi’, gli unici che garantiscono un futuro alimentare sano e per tutti, si applica la politica dei tagli e, allo stesso tempo, si mantengono interessi consolidati legati ai sussidi europei per le grandi aziende di tipo industriale”. A parlare è il presidente di Aiab, Vincenzo Vizioli, in seguito al recente annuncio da parte della Commissione europea di un taglio di 448, 5 milioni di euro al Fondo europeo agricolo di garanzia (FEAGA). L’altra novità è la conferma che i soldi, 344,3 milioni di euro, a sostegno dei regimi di aiuti messi in campo per l’agroalimentare europeo per affrontare l’embargo russo verranno attinti dalla riserva di crisi agricola che per il 2015 è stata fissata a 433 milioni di euro. Resterebbero dunque a disposizione, per affrontare altre crisi, solo 88 milioni di euro. A nulla quindi sono valsi – sottolinbioea l’Aiab – per ora gli appelli a non considerare l’embargo russo come una crisi agricola, ma a considerarla per quella che è, ossia una crisi politica e diplomatica di cui non è giusto che sia l’agricoltura a fare le spese. “La crisi economica – dice Vizioli – ha penalizzato fortemente l’agricoltura, portando alla luce un modello non più sostenibile per modalità di produzione e di consumo. In questa situazione invece di investire su agricoltura familiare e biologica, in grado di creare lavoro, migliorare l’ambiente, mitigare il cambiamento climatico, mantenere la biodiversità, si riducono pesantemente le risorse. Così, la proposta di sottrarre centinaia di milioni di euro dal budget agricolo 2015 va ad aggiungersi alla mancanza di un miliardo di euro che sarebbe necessario a far fronte ai pagamenti dei fondi strutturali per lo sviluppo rurale”. “Ci auguriamo – conclude Aiab sui tagli UE all’agricoltura -“Occorre investire in modelli agricoli più innovativi invece di ridurre i fondi. Il governo italiano deve fare il possibile per bloccare i tagli”.

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