Agricoltura alle corde. Calano i prezzi, aumentano i costi

La fotografia dell’Istat sui prezzi all’origine dei prodotti agricoli (meno 6,2 per cento nei primi tre mesi del 2010 rispetto all’analogo periodo del 2009) e sui costi sostenuti dagli agricoltori (più 1,8 per cento su base congiunturale) confermano un settore primario in grave emergenza, ma soprattutto imprese sempre più a rischio chiusura. Un trend negativo che ormai si protrae dal 2008 e che soprattutto lo scorso anno ha toccato livelli insostenibili. Lo sostiene la Cia-Confederazione italiana agricoltori, fortemente preoccupata per una situazione alquanto complessa che – avverte – nelle prossime settimane si aggraverà ulteriormente vista la fine della proroga della fiscalizzazione degli oneri sociali per le zone svantaggiate e di montagna e la mancata reintroduzione del “bonus gasolio” per le serre
A definire la situazione drammatica è anche Confagricoltura che sottolinea come le imprese agricole “siano in enorme difficoltà”, e come i prezzi dell’energia e dei lubrificanti su base tendenziale, siano aumentati, nel primo trimestre dell’anno, del 5,1% e quelli dei mangimi del 4,3%. “Le rilevazioni Istat confermano – ad ad avviso di Confagricoltura – una situazione che resta di emergenza e che, per questo, ha spinto gli agricoltori alla mobilitazione”.
Domani l’Organizzazione degli imprenditori agricoli, mentre alla Camera si procederà alla votazione sulla manovra economica, manifesterà con un sit-in a piazza Montecitorio alle ore 14,30

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