Agricoltura: azienda umbra, mangimi ritirati per precauzione

mais 5Ha già precauzionalmente ritirato tutto il mangime che potrebbe essere stato prodotto con il mais proveniente dall’Ucraina e per il quale è stato lanciato un’allerta nazionale per la possibile presenza di diossina l’azienda umbra Mignini e Petrini, di Petrignano di Assisi. Ad annunciarlo all’ANSA è l’amministratore delegato Mario Mignini. Sottolineando che in attesa degli ulteriori accertamenti su un maggior numero di campioni disposti dal ministero della Salute, le analisi autonomamente svolte dalla stessa azienda non hanno evidenziato alcuna contaminazione. La Mignini e Petrini evidenzia poi che la possibile contaminazione è stata originata da un carico di 26 mila tonnellate di mais sbarcato nel porto di Ravenna. “Solo 2 mila delle quali – spiega l’amministratore delegato – acquistate dalla nostra azienda. Abbiamo comunque subito collaborato con le autorità sanitarie, fornendo la lista di tutti i nostri clienti, seguendo le istruzioni che ci sono state fornite. Abbiamo poi precauzionalmente ritirato i mangimi. Nonostante tutto – conclude Mario Mignini – vediamo indicato il nostro nome associato a rischi per la salute prima ancora che venga accertata effettivamente la presenza di diossina nei nostri mangimi”. Attraverso l’avvocato David Zaganelli, la Mignini & Pertrini fa poi presente che “i propri mangimi, prodotti fino a oggi, sono tutti risultati conformi ai parametri di legge, e privi di qualsiasi contaminazione da diossina”. “Sono peraltro tutti sottoposti – ha aggiunto il legale – a verifiche di conformità da parte dell’azienda prima di essere immessi nel mercato. In tutta Italia è stato attivato dalle autorità competenti un sistema di allerta per possibile contaminazione da diossina di una partita di granturco proveniente dall’Ucraina, e venduta a molti operatori del settore: sono ancora in corso gli accertamenti da parte delle autorità competenti tesi a verificare la reale sussistenza della contaminazione. Dare quindi per certa una contaminazione da diossina, quando ancora le autorità competenti non hanno esaurito tutti gli accertamenti e verifiche del caso, significa diffondere notizie non vere e inutilmente allarmanti. Tanto è vero che lo stesso ministero della Salute ha già ritenuto commerciabili, e utilizzabili, i mangimi prodotti da tutte le imprese di settore con l’impiego del mais in questione in misura non superiore al 32%. L’allerta, misura di cautela che si attiva in ipotesi di potenziale contaminazione, riguarda tutto il settore di produzione dei mangimi – conclude l’avvocato Zaganelli -, non soltanto la Mignini & Petrini”. (ANSA).

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