Agricoltura e irrigazione: le novità in E-R

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Sei milioni di euro per finanziare la “rottamazione” degli impianti irrigui aziendali più obsoleti e promuovere l’acquisto di attrezzature ad alta efficienza e oltre 7 milioni e 700 mila euro per la realizzazione di “laghetti” interaziendali per la raccolta di acqua da destinare all’irrigazione. Sono solo due delle iniziative avviate dalla Regione per garantire all’agricoltura un adeguato approvvigionamento idrico a fronte del cambiamento climatico in atto, caratterizzato da un innalzamento delle temperature, piogge forti ma irregolari e spesso distruttive. Il bando per acquistare impianti irrigui più efficienti uscirà entro l’estate mentre quello per la realizzazione di invasi è già stato pubblicato e scade l’1 luglio.
Il punto sugli interventi in programma è stato fatto oggi a Bologna in occasione dell’incontro “Irrigazione in Emilia-Romagna” promosso dall’Assessorato regionale all’agricoltura e concluso dal sottosegretario Maurizio Martina. “Stiamo lavorando per ridurre i consumi, recuperare le perdite, introdurre coltivazioni meno idroesigenti e contemporaneamente portare l’acqua dove scarseggia – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Tiberio Rabboni – sono in corso investimenti ed azioni che in pochi anni porteranno ad un recupero di oltre 200 milioni di metri cubi di acqua, l’equivalente di alcuni gradi invasi, ma con un rapporto costi-benefici decisamente più vantaggioso. Nello stesso tempo 23.000 ettari verranno irrigati in Romagna con l’acqua del Canale Emiliano-Romagnolo. Per la collina sono previsti invasi irrigui interaziendali cofinanziati per il 70% dal Programma di sviluppo rurale. Sono poi programmati invasi irrigui nelle cave esaurite per oltre 21 milioni di metri cubi e derivazioni irrigue dagli invasi idroelettrici montani.”
Uno dei punti di maggiore criticità è costituto dalla inadeguata diffusione di un’irrigazione strutturale. Proprio per migliorare, rendere più efficiente e soprattutto estendere la rete irrigua, in particolare in Romagna, la Regione in collaborazione con i Consorzi di bonifica ha avviato un piano di interventi importante che può contare complessivamente sui 200 milioni di euro dei due Piani irrigui nazionali. Una prima tranche di 18 interventi per circa 124 milioni di euro è in corso di completamento mentre altri 14 per ulteriori 76 milioni di euro verranno appaltati entro la fine di quest’anno. Un ulteriore intervento nel riminese è stato reso possibile grazie ad economie per circa 12 milioni di euro.

Invasi interaziendali e riuso delle cave
Sul fronte dello stoccaggio delle riserve idriche la Regione si sta muovendo principalmente in due direzioni: il finanziamento attraverso il Programma di sviluppo rurale di invasi interaziendali e un piano per il riuso delle cave estrattive. Nel primo caso la Regione ha pubblicato un bando in scadenza l’1 luglio che stanzia a favore delle aziende agricole 7 milioni e 700 mila euro per la realizzazione di invasi interaziendali. Le domande vanno presentate al Servizio regionale aiuti alle imprese, gli investimenti potranno avere una dimensione finanziaria tra 100 mila e 1 milione di euro e il contributo potrà coprire fino al 70% della spesa. Questo provvedimento segue altri due avvisi pubblici che hanno già permesso di sostenere con circa 6,5 milioni di euro la realizzazione di 7 invasi irrigui e 5 interventi di derivazione dal Canale Emiliano Romagnalo da parte di consorzi di scopo.
Quanto alle cave, la Regione ha messo a punto un programma che a regime permetterà di avere a disposizione un volume di oltre 21 milioni di metri cubi d’acqua. Gli interventi previsti riguardano in particolare i fiumi Trebbia nel piacentino, Taro in provincia di Parma, Enza in provincia di Reggio Emilia. In programma anche l’ampliamento dell’invaso realizzato nel Reno nel comune di Sasso Marconi in provincia di Bologna. Anche dai bacini montani può arrivare acqua per l’agricoltura. E’ già definito in particolare l’accordo con la Regione Liguria per aumentare il rilascio in territorio piacentino dall’invaso di Brugneto nel bacino del Trebbia, mentre per quanto riguarda il fiume Reno è allo studio la possibilità di aumentare la disponibilità irrigua dal bacino di Suviana nel bolognese.

iColt e Irrinet i due servizi per irrigare senza sprechi
Si chiama iColt ed è il nuovo servizio messo a punto da Arpa a disposizione di tutti i Consorzi di bonifica per avere una stima stagionale del fabbisogno irriguo e prevedere le eventuali situazioni di crisi. Basato su immagini satellitari che fotografano le diverse colture esistenti e sui dati meteo a tre mesi, il modello fornisce una stima delle potenziali esigenze irrigue sia a livello consortile che regionale entro la prima metà di giugno. IColt si affianca a Irrinet, un servizio gratuito rivolto invece ai singoli agricoltori che permette di irrigare solo e quando è veramente necessario, evitando sprechi d’acqua, a parità di rese produttive. Irrinet opera su un arco di tre giorni e permette di ricevere per e-mail o sms i consigli di irrigazione in base all’andamento meteorologico, alle caratteristiche dei terreni e ai principali parametri colturali. Il servizio permette un risparmio d’acqua medio intorno al 20% pari a circa 40-50 milioni di metri cubi ed è oggi utilizzato da circa 12 mila aziende agricole, per una superficie irrigata di circa 50 mila ettari.

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