L’agricoltura dell’Emilia-Romagna torna indietro di 10 anni

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Con una produzione lorda vendibile che crolla del 9,5% e passa da quasi 4.000 milioni di euro a 3.570 milioni il valore della produzione agricola dell’Emilia-Romagna scende al di sotto dei livelli del 2000, quando si era attestato sui 3.665 milioni di euro (7.098 miliardi di lire). Il dato e’ di Coldiretti Emilia-Romagna che sottolinea come il 2009 sia stato un anno di forte sofferenza per l’agricoltura.

”Una sofferenza che dura – sottolinea Coldiretti – da dieci anni a causa da un lato del calo dei prezzi e dall’altro per gli aumenti del costo dei mezzi di produzione”. I costi intermedi (sementi, carburanti, agro farmaci, mezzi tecnici, ecc.), che nel 2000 ammontavano a circa 1.400 milioni, nel 2009, secondo stime Coldiretti, hanno raggiunto i 1.800 milioni.

Tra i casi piu’ evidente di prezzi alla produzione ”non remunerativi” nella campagna 2009, Coldiretti indica il prezzo alla produzione delle pesche e delle nettarine, che si e’ attestato attorno ai 20 centesimi al chilogrammo, al di sotto del 2000, quando le pesche venivano pagate quasi 27 centesimi al chilogrammo (520 lire).

”In mezzo – afferma il presidente regionale di Coldiretti, Mauro Tonello – ci sono dieci anni e un’inflazione del 23%. Per questo oggi il problema principale e’ assicurare un maggior reddito alle aziende agricole, recuperando alla produzione un maggior peso nella formazione del valore lungo la filiera”. Piu’ nel dettaglio, Coldiretti stima che in Emilia-Romagna nel 2009 il valore complessivo della frutta e’ calato del 18%, con le mele che hanno fatto registrare un calo dell’1% in termini di produzione e del 40% in termini di valore; per le pesche e le nettarine i risultati produttivi ammontano rispettivamente a +2,8% e +5,4%, con un crollo al di sopra del 50% del valore della produzione; solo le pere hanno fatto registrare un aumento di produzione del 5,5% accompagnato da un aumento del 3% della Plv. Sul fronte della produzione vitivinicola, ad un aumento vicino al 10% della produzione di vino, corrisponde un calo del 7% del valore complessivo delle uve.

Ben piu’ pesante il calo del valore dei cereali, crollati del 30%, nonostante siano diminuite le maggiori produzioni, come frumento tenero (-1%), frumento duro (-24%), mais (-17%), orzo (-7%); solo il sorgo ha fatto registrare un aumento del 22%. In controtendenza le piante industriali (+5%) grazie ai buoni risultati economici di pomodoro e barbabietole da zucchero. Il trend negativo dell’ortofrutta, che prosegue da alcuni anni, si sta ripercuotendo pesantemente anche sulla struttura dell’agricoltura e sulle coltivazioni. Anni di risultati difficili hanno portato ad un calo delle produzioni ad alta specializzazione, per cui il terreno investito a frutta dal 2000 ad oggi e’ diminuito dei 9.000 ettari, passando da 86 mila a 77 mila, mentre la superficie a vigneto e’ calata di 7.000 ettari(da 63 mila a 56 mila ettari). Coldiretti stima in calo anche la Plv degli allevamenti (-3,5%) anche in questo caso a causa del crollo dei prezzi della carne (soprattutto suina) e del latte, sia destinato all’alimentazione, sia alla trasformazione in formaggi. (da Ansa)

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