Agricoltura: il rapporto Fao-Ocse prevede ancora incertezze sulla ripresa


L’agricoltura ha rialzato la testa dopo la crisi del 2007-2008, riavviandosi sulla strada della ripresa da meta’ dello scorso anno, ma pesano ancora incertezze sul ritmo e la solidita’ di questo recupero. Lo afferma ‘l’Agricoltural Outlook’ 2010-2019 presentato oggi da Fao e Ocse in cui si sottolinea come i driver della crescita della produzione e consumo di prodotti alimentari nei prossimi decenni saranno comunque i Paesi emergenti e non quelli industrializzati dell’area Ocse. In generale da qui al 2019 la produzione agricola fuori dell’area Ocse crescera’ del 22%, mentre all’interno dell’area che comprende i Paesi piu’ industrializzati solo del 10%. ”La crescita e l’attivita’ agricola rimarranno particolarmente dinamiche – dice il Rapporto – in gran parte dell’Asia e America Latina, mentre la domanda interna, la produzione e lo sviluppo commerciale in Cina, India e Brasile traineranno la crescita di questi Paesi non solo nel breve termine ma per tutto il prossimo decennio”. Il Brasile, in particolare, vedra’ la produzione crescere del 40% fino al 2019 in raffronto al periodo 2007-2009. Per Russia e Ucraina si stima un aumento, rispettivamente del 26 e 29%, la Cina crescera’ del 26% e l’India del 21%. Su un raffronto rispetto al 2000, nei prossimi dieci anni l’Australia crescera’ del 7%, Usa e Canada del 10-15% e l’Europa a 27 solo del 4%.
Per quanto riguarda il capitolo prezzi non è atteso un ritorno ai livelli boom del 2007-2008 ma rimarranno comunque su livelli piu’ alti rispetto al decennio che ha preceduto l’esplosione dei prezzi al traino delle speculazioni finanziarie. In particolare, voleranno oli vegetali e burro che nell’arco della decade saliranno di oltre l’85%. Tra i prodotti che risentiranno meno dell’aumento di prezzo, grazie all’aumento di produttivita’ in Cina e Brasile, Fao e Ocse segnalano invece la carne di maiale che e’ prevista crescere solo del 21% nel prossimo decennio rispetto al 1996-2006.
Per i cereali le quotazioni saranno caratterizzate ancora da una accentuata volatilità a causa delle fluttuazioni dei volumi produttivi. Proprio perche’ ci saranno questi periodici picchi di prezzi, Fao e Ocse propongono ”una risposta politica internazionale coordinata”.
In salita anche i prezzi dei biocarburanti che – sottolinea il rapporto – saranno anche sostenuti dagli aumenti del greggio e dei prezzi energetici, oltre che dalle politiche di incentivo. Usa e Brasile saranno i principali protagonisti per l’etanolo, mentre l’Europa per il biodisel. Per quest’ultimo si prevedono aumenti fino al 2015 e poi un stabilita’ di prezzi dovuta all’ingresso di una seconda generazione di biocarburanti che diminuira’ la pressione sulle scorte globali.

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