Agricoltura: in Italia alla ricerca va solo lo 0,8% del valore della produzione


L’Italia è indietro rispetto ai principali Paesi Ue negli stanziamenti pubblici per la ricerca in agricoltura: nel 2011 sono stati investiti 300 milioni di euro, lo 0,8% del valore della produzione agricola. E la sfida di soddisfare la crescente domanda di cibo mondiale si può invece vincere solo con più ricerca e innovazione. E’ quanto affermano Conaf (Consiglio dell’Ordine nazionale dei dottori agronomi e dei dottori forestali), Confagricoltura, Fidaf (Federazione Italiana Dottori in Agraria e Forestali), e Unasa (Unione Nazionale delle Accademie italiane per le scienze applicate allo sviluppo dell’agricoltura, nel presentare le ricette per il rilancio della ricerca e l’innovazione in agricoltura in occasione di un convegno dedicato al tema. Negli ultimi decenni – è emerso nel convegno – la ricerca è stata la protagonista assoluta in agricoltura. Dagli anni ’60 gli abitanti del pianeta sono passati da poco più di 3 miliardi a 7 miliardi; in parallelo la produzione cerealicola è cresciuta da circa 900 a quasi 2.400 milioni di tonnellate. Praticamente nello stesso periodo la produzione di cereali è aumentata il 50 per cento più velocemente della popolazione mondiale. Il tutto con aumenti trascurabili delle terre coltivate ma soprattutto con incrementi delle rese unitarie. Diminuire la spesa nella ricerca – sottolineano Conaf, Confagri, Fidaf e Unasa – significa dunque mettere a rischio produzione e produttività.
Con varietà resistenti alla siccità, ad esempio – aggiungono Conaf, Confagri, Fidaf e Unasa – non si avrebbero avute perdite come in quest’annata e la conseguente instabilità sui prezzi. Obiettivo di Europa 2020 è di aumentare sino al 3% la quota del Pil destinata a finanziare ricerca e innovazione (in tutti i settori), mentre oggi la media europea a 27 è del 2%, con Francia (2,26%) e Germania (2,82%) che superano la soglia; altri già al 3% (Svezia, Danimarca e Finlandia) e Italia, agli ultimi posti con l’1,26% e con un obiettivo fissato assai poco ambizioso (1,58%).

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