Agricoltura: Inea, settore tra luci e ombre


Luci e ombre sull’agricoltura italiana: il settore patisce le conseguenze della crisi che attanaglia il Paese, ma mostra anche capacità di risposta da non sottovalutare. Tra le luci spiccano le ottime performance dell’export (+8,5% nel 2011), la crescita del fatturato dell’industria alimentare (+5%) e la marcia dei consumi bio (+8,9% nella Gdo), eccezione in un panorama di generale contrazione della domanda (-1,3% consumi alimentari). Tra le ombre emergono la diminuzione del valore aggiunto agricolo (-0,5% in valori costanti), le difficoltà di accesso al credito, la bassa redditività delle aziende e la diminuzione dell’occupazione. Questa la fotografia scattata dall’Inea nel rapporto sullo stato dell’agricoltura italiana, presentato questa mattina presso il ministero delle Politiche agricole. Il primario mostra nel 2011 una stagnazione della produzione agricola e un arretramento del valore aggiunto (-0,5%). Il valore della produzione è però spinto in alto (+6%) dall’aumento dei prezzi agricoli, cresciuti del 14%. Positivo l’andamento dei flussi commerciali agroalimentari, con l’export che vale 30,5 miliardi di euro, a fronte dei 39,5 miliardi di euro delle importazioni. Il sistema manifesta inoltre un costante miglioramento del saldo normalizzato, diversamente dagli altri settori produttivi. Delicata la questione del credito: i tassi più elevati praticati per il settore agricolo (5,2% contro 3,3% altre branche) hanno provocato una sorta di credit crunch che ha colpito gli investimenti e anche l’occupazione. Al nord gli addetti sono scesi del 6,5%, al centro del 4,6%, mentre al sud sono aumentati del 2,7%. Altro nodo delicato, il reddito delle imprese: nel 2010, evidenzia il documento, sono aumentate le imprese con maggiore redditività, ma il 48% delle aziende ha ottenuto ricavi inferiori ai costi. Diventano così vitali gli aiuti, che rappresentano il 15-25% del reddito netto dell’impresa. “E’ questa – ha detto il ministro Catania – la battaglia più importante che abbiamo di fronte. Spero che nei prossimi mesi – ha concluso – vedremo gli effetti dei nostri interventi, in particolare sulla filiera, ma la strada da percorrere è ancora lunga”.

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