Agricoltura: Istat, nel 2008 è cresciuta la produzione, calata l’occupazione

Nel 2008, le aziende agricole italiane hanno registrato un lieve aumento complessivo dei livelli di produzione e valore aggiunto rispetto all’anno precedente. Lo afferma l’Istat rilevando che il margine operativo lordo e’ stabile in valore assoluto, ma in diminuzione in termini medi aziendali, mentre le unita’ di lavoro, soprattutto quelle dipendenti, mostrano una decisa diminuzione.
Il numero delle aziende agricole nel 2008 risulta pari 1,6 milioni e occupano 1,2 milioni di unita’ di lavoro, di cui 178 mila unita’ di lavoro dipendenti, con una produzione di 40,8 miliardi di euro e un valore aggiunto di 23 miliardi di euro, valutati ai prezzi base. Rispetto al 2007 – dice ancora l’Istat nella sua rilevazione annuale – il numero di aziende e’ aumentato dello 0,4 per cento, la produzione del 2,2 per cento ed il valore aggiunto dello 0,9 per cento, mentre l’occupazione fa registrare un calo del 2,2 per cento. Il 72,9 per cento vede la presenza di meno di un’unita’ di lavoro, il 97,1 per cento e’ costituito da aziende individuali e il 98 per cento e’ a conduzione diretta. L’8,5 per cento delle aziende produce esclusivamente per l’autoconsumo, mentre il peso delle unita’ produttive multifunzionali appare significativo in termini di numerosita’ (10,6 per cento), occupati (17,8 per cento), produzione (25 per cento) e valore aggiunto (24,9 per cento). Sempre nel 2008, le aziende agricole hanno realizzato in media circa 25 mila euro di prodotto (di cui il 91,8 per cento commercializzato), con un aumento dell’1,8 per cento rispetto al 2007. Il risultato lordo di gestione, e’ di circa 13 mila euro per impresa e risulta in diminuzione del 3,8 per cento rispetto all’anno precedente. Nel 2008, come nell’anno precedente, la produzione delle aziende agricole è stata costituita per il 97,1 per cento da attività agricola in senso stretto, per l’1,5 per cento da altre attività connesse (quali agriturismo, lavori agricoli eseguiti per terzi, manutenzione del paesaggio) e per il restante 1,3 per cento da attività di trasformazione dei prodotti agricoli.
L’Istat rileva poi che sono le aziende agricole con attivita’ specializzata a realizzare maggiore produzione e maggior valore aggiunto, mentre quelle che sopportano i costi medi piu’ alti sono le imprese orientate all’allevamento. La gran parte della produzione e del valore aggiunto (rispettivamente l’87,3 per cento e l’87,5 per cento) viene ottenuta dalle aziende specializzate, che rappresentano l’86,2 per cento del totale delle unità. Inoltre, sono le aziende orientate alle coltivazioni (l’87,5 per cento del totale) quelle che realizzano la quota prevalente della produzione (64,1 per cento) e del valore aggiunto (69 per cento). Le aziende orientate alle coltivazioni hanno costi intermedi proporzionalmente più bassi rispetto alla loro quota di produzione e ottengono, per questa ragione, una quota del valore aggiunto proporzionalmente superiore. Al contrario, le aziende orientate all’allevamento presentano una quota di costi intermedi significativamente più alta rispetto alla loro quota di produzione, cosicché il valore aggiunto è, in termini di quota percentuale, inferiore al valore della produzione.
Anche nel settore primario il Nord – rileva infine l’Istat – batte il Mezzogiorno, le regioni del Settentrione realizzano infatti il 52,1% della produzione agricola totale e il 48% del valore aggiunto. Al Nord le dimensioni aziendali sono maggiori e la produttivita’ per addetto presenta valori doppi rispetto al Sud. Analizzando la distribuzione territoriale, emerge la prevalenza dell’agricoltura del Nord del Paese rispetto a quella delle altre ripartizioni geografiche. Infatti, il 52,1% della produzione e il 48% del valore aggiunto vengono realizzati nell’Italia settentrionale, dove e’ presente il 27,1% delle aziende agricole nazionali. Nelle aree settentrionali le aziende assorbono il 28,8% del lavoro dipendente e sostengono il 34,8% del costo del lavoro complessivo, mentre la loro quota del Mol risulta pari al 50% del totale nazionale. Nel Mezzogiorno, dove e’ presente il 56,7% delle aziende, e’ realizzato il 32,6% della produzione e il 37,4% del valore aggiunto, mentre la quota del costo del lavoro e’ pari al 43,8% del totale nazionale. Ne consegue che la quota del Mol, in questa area del Paese, e’ limitata al 36,4%. I valori medi aziendali evidenziano le maggiori dimensioni economiche delle aziende agricole settentrionali, dice ancora l’Istat. In particolare, sono quelle del Nord-ovest a presentare i valori medi di produzione piu’ elevati: inoltre, la produzione e il Mol per unita’ di lavoro delle aziende del Nord-ovest presentano valori quasi doppi rispetto ai corrispondenti valori nazionali.

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