Agricoltura: Ocse boccia riforma Pac, troppo timida

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Ocse boccia la riforma della Pac, la politica agricola dell’Ue, perche’ la ritiene insufficiente a rompere con il passato. Ma c’e’ di più. Il sostegno pubblico all’agricoltura tra le grande potenze agricole mondiali è in ripresa, interrompendo cosi’ un periodo di lunga erosione durato 20 anni. Secondo l’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico, l’aiuto ai produttori è salito al 17% del fatturato agricolo, dopo aver raggiunto il minimo storico del 15% nel 2011. Nell’Ue il contributo è passato invece dal 18 al 19% mentre la crescita più elevata si registra in Norvegia (+63%), Svizzera (+57%), Giappone (+56%) e Corea (+54%). Complessivamente nella zona Ocde il sostegno ai produttori lo scorso anno è stato pari a 201,2 miliardi di euro. I dati emergono dal rapporto che l’Ocse ha presentato oggi a Bruxelles sull’evoluzione della ”politica agricola 2013” nei 47 paesi che vi aderiscono e che rappresentano l’80% della produzione agricola mondiale. Tra le novità, c’è anche il fatto ”che l’aumento più sensibile dell’aiuto all’agricoltura si registra nei Paesi che hanno modificato la loro attività verso l’autosufficienza. Una tendenza che, se estesa, potrebbe rappresentare un rischio per la sicurezza alimentare. Così la Cina che ha portato al 17% il sostegno ai propri produttori ha fissato al 95% la percentuale di autosufficienza da realizzare per i cereali. Anche la Russia, dove il livello di sostegno finanziario non supera in media il 12%, punta a realizzare un alto livello di autosufficienza (tra l’80 e il 95%) per cereali, zucchero, oli vegetali, carne e prodotti lattieri. L’importante ora – dice Ken Ask, direttore all’Ocse per il commercio agricolo -”è riformare ampiamente il sostegno all’agricoltura” verso, ad esempio, i redditi più bassi, il benessere delle collettività rurali, la sostenibilità ambientale. E il collega Franck van Tongeren commentando la riforma della politica agricola europea precisa: ”l’Ue ha fatto un passo avanti ma è insufficiente” per rompere con il passato.(ANSA).

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