Agricoltura: Politi (Cia), il settore è nell’incertezza


“La situazione e’ sempre piu’ pesante e siamo ormai al limite della sopportabilita’. Ne’ dal ‘G20′ di Cannes, ne’ a livello nazionale arrivano rassicurazioni.
L’unico elemento positivo e’ la decisione di Draghi di ridurre il costo del denaro, che oggi per l’imprese e’ molto importante. E tutto cio’ non ci lascia tranquilli. Anzi. Nelle misure annunciate all’Ue dal nostro governo non troviamo nulla di confortante. La strada che conduce alla crescita appare ancora assai lontana. Di nuovo tagli indiscriminati e sacrifici per i cittadini”. Lo ha sostenuto il presidente della Cia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi. Il dl sviluppo – continua – rischia di tramutarsi nell’ennesima beffa, soprattutto per l’agricoltura che in questi ultimi anni ha sentito soltanto tante promesse, ma non ha visto niente di concreto. Ecco perche’ rinnoviamo la richiesta di una reale svolta. L’attuale esecutivo non e’ piu’ credibile e non ha certo la forza e la capacita’ di avviare le riforme, risanare il bilancio, dare una spinta al rilancio dell’economia e del sistema imprenditoriale”. “L’elevato debito e la mancata crescita stanno alimentano un circolo perverso dal quale non si vedono prospettive di uscita a breve. E il governo -ha rimarcato Politi- resta impantanato e interventi per lo sviluppo non s’intravedono nel modo piu’ assoluto. Si rischia, infatti, una nuova manovra con piu’ tasse e meno ripresa. Il Paese non cresce e paga il debito solamente con maggiori imposte che aprono ad un prossimo futuro piu’ incerto e difficile”.
“E’ uno scenario estremamente difficile che diventa drammatico per un settore come quello agricolo che da tempo -ha rilevato il presidente della Cia- vive uno stato di grande incertezza e con problemi complessi. Se a questo si aggiunge la prospettiva di una Politica agricola comune non certo generosa con la nostra agricoltura, il quadro che ne esce per gli agricoltori italiani e’ a tinte fosche. E in tale contesto non vediamo quale valore possono avere gli ormai prossimi Stati generali che si svolgeranno a Cremona. Un incontro che rischia di trasformarsi in un’altra occasione mancata di fronte alle sfide del mondo agricolo e delle sue imprese”.

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