Agrilevante: in primo piano l’uva da tavola e le bioenergie

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E’ iniziata con un vero e proprio focus sugli aspetti nutrizionali e sulla salubrità dell’uva pugliese la carrellata di convegni ed eventi, organizzati nell’ambito di Agrilevante 2009, salone specializzato su meccanizzazione agricola, innovazione e ricerca alla Fiera del Levante. Il fitto programma si è rivelato fortemente variegato, passando attraverso le filiere agro-energetiche, i combustibili, la frutticoltura, la sicurezza delle macchine agricole, la bioenergia.
Due gli appuntamenti del Forum sull’Uva da Tavola. Nel corso del convegno mattutino su “L’organizzazione dell’offerta e le esigenze del consumatore”, organizzato da Regione Puglia-Assessorato alle Risorse Agroalimentari, Fiera del Levante, Provincia di Bari, ICE, IAM e Coldiretti Puglia è emersa prepotentemente la necessità di aggregare l’offerta per soddisfare la richiesta di uva pugliese proveniente dalle strutture della Grande Distribuzione Organizzata e garantire al consumatore qualità, genuinità e origine del prodotto acquistato. Al dibattito hanno preso parte tutti i rappresentanti della filiera produttiva, delle associazioni dei consumatori, della GDO, degli esportatori, delle organizzazioni dei produttori, nonché dei rappresentanti del mondo delle istituzioni di ricerca pubbliche e private. Sono giunti input reali ed efficaci nel corso della tavola rotonda, finalizzati all’ottimizzazione della filiera per una migliore competitività, una produzione rispondente alle reali richieste del mercato, una efficace integrazione tra gli operatori della filiera, perché, purtroppo, resta molto larga la forbice tra i prezzi riconosciuti in campagna rispetto a quelli pagati dai consumatori finali.
Di taglio scientifico il convegno pomeridiano su “Ricerca, innovazione e mondo della produzione: il network Puglia per l’uva da tavola”. L’attenzione si è concentrata sulle innovazioni attinenti varietà, aspetti agronomici, problematiche fitosanitarie, produzione biologica, post-raccolta e recupero energetico degli scarti di potatura. Proprio sul fronte commerciale e del consumatore finale diviene determinante proporre un prodotto sempre più rispondete alle esigenze delle famiglie, con una sperimentazione scientifica capace di incrociare appieno l’attività e lo sforzo imprenditoriale del mondo produttivo. Di rilievo l’investimento dei produttori di uva da tavola per orientarsi “su cultivar” che per qualità fisiche e organolettiche riescano a soddisfare positivamente il mercato. Determinante sarebbe attuare – è emerso nel corso del convegno – iniziative anche pubblicitarie per aumentare il consumo di uva da tavola in Italia, attraverso la presenza capillare in tutti i punti vendita di prodotti ortofrutticoli e per tutto il periodo della produzione (giugno – dicembre), ciò anche attraverso la promozione del prodotto.
Di particolare rilevanza il convegno organizzato da Unacoma/Itabia sul Progetto Bites “Le buone pratiche in Europa nel settore dei biocombustibili”. Sono stati costituiti tre gruppi di lavoro composti da esperti di biocombustibili per analizzarne l’adozione sotto tre diversi aspetti: tecnico, legale ed economico. Gli obiettivi del Progetto, promosso da 5 associazioni nazionali che creano un network di più di 600 membri e rappresentano diverse regioni dell’Unione europea, consistono nell’ottimizzazione delle filiere di biocombustibile (diffondendo le “migliori pratiche” nel settore, evidenziando le migliori soluzioni tecnologiche e riducendo i costi connessi agli aspetti della filiera), nell’organizzazione e attivazione di una campagna di informazione strutturata e nella preparazione di raccomandazioni tecniche per accelerare l’implementazione delle politiche europee in materia.

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