Agrilevante: olivicoltura e viticoltura filiere d’eccellenza

La coltivazione dell’ulivo e la produzione dell’olio extravergine sono uno dei temi forti di Agrilevante, la rassegna internazionale delle tecnologie per l’agricoltura che si è aperta ieri mattina alla Fiera del Levante e che si concluderà domenica pomeriggio. Il tema è stato affrontato, nei suoi aspetti economici e nutrizionali, con i convegni dal titolo “Le olivicolture del Mezzogiorno: stato dell’arte e prospettive” e “Olio extravergine d’oliva: qualità, tecnologia e aspetti nutrizionali e salutistici”, promossi dall’Università di Bari e dall’Unacoma (Unione Nazionale Costruttori Macchine Agricole), che organizza la rassegna con l’Ente Fiera.
L’olivicoltura – è emerso – rappresenta uno straordinario patrimonio per l’agricoltura del Mezzogiorno ma deve fare i conti con problemi relativi al mercato e alla redditività che impongono una gestione rigorosa dei fattori di produzione. La scommessa per l’olivicoltura italiana – che nel corso del primo incontro, aperto con l’intervento del Preside della Facoltà di Agraria dell’Università di Bari Nicola Savino e affidato per le conclusioni all’Assessore alle Risorse Agroalimentari della Regione Puglia Dario Stefàno, è stata messa in comparazione con sistemi produttivi anche di altre aree geografiche – è quella di sviluppare un modello produttivo che renda economicamente conveniente la coltivazione anche in presenza di strutture aziendali che non sempre consentono efficienza e adeguate economie di scala.
Condizione necessaria per rendere economicamente conveniente l’olivicoltura è la capacità di valorizzare il prodotto finale, l’olio extravergine, attraverso efficaci strategie di comunicazione e di marketing volte ad evidenziare le formidabili caratteristiche in termini organolettici e nutrizionali di questo prodotto. Su questi aspetti si è sviluppato il secondo convegno, che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti del mondo universitario e delle istituzioni. L’olio extravergine rappresenta prima di tutto un patrimonio culturale inestimabile, un prodotto nel quale si conciliano perfettamente il gusto e la qualità dell’alimentazione.
Sempre in tema di olivicoltura da segnalare il convegno organizzato dall’Associazione Frantoiani di Puglia sul tema “Apertura campagna olearia 2011/12-Adempimenti e linee operative”. L’Università di Bari ha, invece, promosso anche un incontro con quelle di Foggia e Lecce, con l’Istituto Agronomico Mediterraneo e il Cnr relativo alle Reti di Laboratorio.
Insieme alla coltura dell’ulivo protagonista ad Agrilevante è la viticoltura, con un meeting di carattere economico dal titolo “La viticoltura pugliese di fronte alle nuove esigenze del mercato del vino: le proposte VCR,”, promosso dalla Vivai Cooperativi Rauscedo, e uno sul tema “Le Ampelografie della prima metà del ‘900”. Le ampelografie sono quelle tecniche e quelle metodologie di misurazione delle fasi di sviluppo vegetativo che consentono la classificazione scientifica dei diversi tipi di vitigno. Sviluppata in modo sistematico già del ‘900, l’ampelografia ha avuto in Italia alcuni fra i maggiori esperti.
Nell’ambito del salone “MiA” dedicato alla multifunzionalità in agricoltura si è svolto un incontro, promosso da Cultura del Verde, sul tema “I substrati nel verde tecnico”, che analizza metodologie innovative per la cura e la gestione del verde pubblico. L’adattamento della pianta al terreno – è stato spiegato – dipende da particolari facoltà, che hanno sede nelle apici radicali delle piante, di esplorare le caratteristiche del terreno e adattare le funzioni vegetative. Questo apre un nuovo orizzonte anche nella considerazione delle piante come organismi complessi e sensibili.
È, invece, stato dedicato all’ovinicoltura murgiana un incontro promosso dalla Provincia di Bari e riguardante un volume ad hoc dedicato al contributo nel comparto dell’azienda provinciale Silvo Pastorale Cavone.
Il carattere internazionale della rassegna di Agrilevante è stato confermato non soltanto per la presenza nei padiglioni di operatori stranieri ma anche per le iniziative riservate alle delegazioni estere ufficiali. Un nuovo workshop, promosso dall’ex ICE e da Unacoma, è stato dedicato agli operatori di Egitto, Marocco, Tunisia, Bosnia, Croazia e Serbia.

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